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Politica
Gualtieri non spacca l'asse Pd-M5S. A Roma (e non solo) divisi al voto. Ma...

Roma non è l'Italia. L'ex ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha confermato al Pd la sua disponibilità a correre come sindaco della Capitale. La notizia era nell'aria da tempo e oggi è arrivata l'ufficializzazione. Subito in molti si sono chiesti se stia saltando la coalizione tra i Dem e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, rilanciata solo domenica scorsa dal nuovo segretario del Pd Enrico Letta. Fonti qualificate del Nazareno spiegano ad Affaritaliani.it che "il caso Roma non è di oggi, lo conoscevamo da tempo". In sostanza, se il M5S - e tutto lascia pensare che non ci saranno ripensamenti - ricandida Virginia Raggi il Pd non può sostenere la sindaca uscente. Così era con Nicola Zingaretti segretario, e così è con Enrico Letta.

Non solo. Alle elezioni comunali del prossimo autunno, secondo quanto risulta ad Affari, la regola sarà che Pd e M5S andranno insieme solamente dove erano entrambi all'opposizione. E quindi nessuna alleanza nemmeno a Milano, quasi impossibile a Napoli e a Torino, mentre qualche piccola chance esiste su Bologna, dove comunque i grillini hanno numeri irrisori. Nelle città medio-grandi dove il sindaco uscente è di Centrodestra, invece, c'è tutta l'intenzione di costruire una coalizione giallo-rossa (inclusa anche LeU), così come alle Regionali in Calabria.

Fonti del Pd e dei 5 Stelle assicurano che le divisioni sulle prossime Comunali, a partire da Roma e da Milano, non mettono a rischio il percorso di un'alleanza politica in vista delle elezioni per il Parlamento, quasi certamente a fine legislatura nel 2023. Anche perché ormai l'ipotesi del sistema elettorale proporzionale è tramontata e, quindi, con il maggioritario serve necessariamente una coalizione di Centrosinistra per non regalare sicuramente l'Italia a Salvini, Meloni e Berlusconi. Il nodo, semmai, sarà quello di chi sarà il candidato premier. Enrico Letta ha parlato di Pd motore dell'alleanza, ma Conte certo non starà a guardare.

La soluzione potrebbe essere quella di copiare la regola del Centrodestra ovvero lasciare che a decidere siano gli elettori: presidente del Consiglio, ovviamente in caso di vittoria, il leader del partito della coalizione che prende più voti nella parte proporzionale. Tornando alle Comunali, comunque, sia dal Pd e che dai 5 Stelle assicurano che a Roma (ma anche a Milano) ci sarà un apparentamento al ballottaggio. In sostanza, al primo turno Gualtieri contro Raggi e Calenda e poi dopo quindici giorni tutti insieme (bisognerà vedere chi prenderà più voti) contro il candidato del Centrodestra.

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