Ucraina, Mattarella: “Questa guerra un inconcepibile ritorno al passato”
“L’ingiustificabile conflitto” in Ucraina, “questo ritorno all’indietro della storia e della civiltà”, “va fermato subito, con decisione. E tutti sono chiamati a “un più forte impegno per la pace, perché si ritirino le forze di occupazione e si fermino le armi, perché’ sia ripristinato il diritto internazionale e siano rispettate le sovranità nazionali”. È l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il passaggio chiave della giornata politica italiana a quasi due settimane dall’occupazione russa dell’Ucraina.
Intanto, proseguono i contatti del presidente del Consiglio, Mario Draghi, con i leader dei paesi con cui dialogare per affrancare l’Italia dalla dipendenza energetica da Mosca. Il premier oggi ha avuto stamattina una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev. I due leader – rende noto Palazzo Chigi – hanno discusso la situazione sul terreno in Ucraina e l’ulteriore rafforzamento della cooperazione bilaterale, in particolare nel settore energetico. Domani Draghi sarà in Parlamento per il “premier question time”. E riferirà della crisi ucraina alla vigilia del vertice dei Capi di Stato e di governo della Ue in programma per giovedì e venerdì a Versailles.
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Ma sono le parole di Mattarella a segnare lo snodo della giornata politica in prospettiva Kiev: in occasione nel giorno della Festa internazionale della Donna, il Capo dello Stato rivolge il pensiero alle “madri, alle lavoratrici e alle giovani” ucraine colpite nel loro Paese “da una violenza inattesa, crudele e assurda”, e lancia un invito alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza di fronte all’arbitrio e alla sopraffazione è il peggiore dei mali”, dice, perché in gioco non c’è solo la libertà di un popolo ma la pace, la democrazia, il diritto, la civiltà dell’Europa e dell’intero genere umano”.
Poi un durissimo affondo nei confronti della Russia. Lo sguardo del Capo dello Stato e’ non solo per le donne “costrette a ripararsi nei rifugi d’emergenza” per sfuggire ai bombardamenti, ma anche per i piu’ piccoli. “Nelle immagini della disperazione dei giovani genitori del piccolo Kirill (il bimbo di 18 mesi morto a Mariupol nei giorni scorsi, ndr) esprime l’insensatezza della guerra, la crudelta’ e il cinismo di questa aggressione della Federazione russa contro l’Ucraina“.
“L’attacco sferrato da Mosca”, sottolinea ancora, “non è accettabile. “Non è tollerabile – e non dovrebbe essere neppure concepibile – che, in questo nuovo millennio, qualcuno voglia comportarsi secondo i criteri di potenza dei secoli passati; pretendendo che gli stati piu’ grandi e forti abbiano il diritto di imporre le proprie scelte ai paesi piu’ vicini, e, in caso contrario, di aggredirli con la violenza delle armi. Provocando angoscia, sofferenze, morti, disumane devastazioni“. “Un ritorno al passato”, ribadisce, che va fermato “subito e con decisione”, anche al costo di sacrifici.
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