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I parlamentari M5s: “Via Rousseau”. E per Conte scoppia la prima grana

Basta monopolio: “Sul mercato ci sono migliaia di programmatori”. L’avviso all’ex premier: “Se temporeggia per trovare un compromesso con Casaleggio parte male”

I parlamentari M5s: “Via Rousseau”. E per Conte scoppia la prima grana
casaleggio
Nel Movimento cinque stelle comincia a montare l’impazienza. Con l’associazione Rousseau che cannoneggia da un lato e l’assenza di una guida dall’altro, i gruppi parlamentari sono sempre più in fibrillazione. “Il Pd, come noi, sta vivendo un suo travaglio interno. Ma con una differenza: il nostro è iniziato prima e non si sa quando finirà. In…

Nel Movimento cinque stelle comincia a montare l’impazienza. Con l’associazione Rousseau che cannoneggia da un lato e l’assenza di una guida dall’altro, i gruppi parlamentari sono sempre più in fibrillazione. “Il Pd, come noi, sta vivendo un suo travaglio interno. Ma con una differenza: il nostro è iniziato prima e non si sa quando finirà. In casa dem invece già domenica, dopo l’assemblea nazionale, tutto sarà più chiaro”. E’ questo il rovello dei Cinque stelle.

“Conte cosa sta aspettando?”, si domandano nei conciliaboli alla Camera.  E c’è anche chi qualche ipotesi l’avanza. Non senza, però, mandare un messaggio netto all’ex premier in predicato di assumere la guida del Movimento: “Se sta temporeggiando alla ricerca di una soluzione di compromesso con Rousseau, allora sappia che parte male. Il 95 per cento di noi parlamentari la pensa così”. Insomma, un vero e proprio avviso al navigante. Perché il vero nodo dello stallo, secondo molti pentastellati, è appunto il rapporto con l’Associazione presieduta da Davide Casaleggio e le eventuali trattative per tentare di tenerla all’interno del nuovo corso. Ma nel corpaccione del M5s è sempre più forte il fastidio nei confronti delle iniziative messe in campo da Davide Casaleggio.

E “Controvento”, il manifesto fresco di presentazione, tra regole e richiami alla trasparenza, ha solo finito per esacerbare ancora di più gli animi. Insieme all’ipotesi di mettere Rousseau a disposizione di altri partiti: “La piattaforma è stata finanziata da noi – si sfogano i parlamentari a Montecitorio -, non scherziamo”. Un alt su questo proprio ieri era arrivato dal deputato Sergio Battelli, presidente della commissione Politiche Ue, che parlando con l’agenzia Lapresse ha voluto ricordare il contributo arrivato dai portavoce negli ultimi tre anni: “Oltre 3 milioni di euro” per il rafforzamento degli strumenti della democrazia diretta. Secondo Battelli, infatti, “è francamente triste e imbarazzante che da Rousseau si parli, in modo screditante, solo di morosità e che ci si metta sul mercato mettendo a disposizione tecnologia e know-how frutto delle ingenti somme investite dal Movimento”.  

Morale della favola? La storia con l’Associazione, a sentire gli eletti tra Camera e Senato, finisce qui: “Per il 95 per cento dei parlamentari – racconta ad Affaritaliani una fonte ben informata – le strade devono separarsi. Se Conte vuole il nostro sostegno dovrà tenerlo a mente”. Insomma, l’avvocato di Volturara Appula è avvisato. “Una volta che avremo questa garanzia, anzi – continua -, sarà ancora più facile saldare il debito con la piattaforma. Perché, alla fine, è di questo che si tratta. A Milano, interessano i 450 mila euro di arretrato. Nient’altro”.

*BRPAGE*Rimane da capire, tuttavia, quale exit strategy hanno in mente i Cinque stelle in caso di divorzio da Milano. “Un nuovo logo vorrà dire una nuova associazione e, quindi, un nuovo Statuto, con una altrettanto nuova campagna iscritti – è il ragionamento ad alta voce che fanno in molti col nostro giornale -. Quando Conte scioglierà la riserva e illustrerà il suo piano, allora ci occuperemo pure degli strumenti di democrazia diretta di cui dotarci”. “Di programmatori sul mercato ce ne sono a migliaia – spiegano – e sono in grado di fornirci uno strumento tutto open source. Non come il nostro servizio attuale che di open source ha solo la app, mentre il codice sorgente è privato”. Qualcuno fa anche degli esempi e ricorda l’iniziativa “Open Rousseau” promossa dalla Fondazione Dyne, lanciata ad ottobre scorso: “Si tratta di un software libero. A dimostrazione che la piattaforma di Casaleggio non è qualcosa di unico e irripetibile. Basta con questo monopolio”.

Un monopolio che, a ben guardare, già con gli Stati generali 2020 ha iniziato a scricchiolare. L’associazione guidata da Davide Casaleggio, infatti, è rimasta defilata nell’organizzazione dell’evento, affidato in larga parte ad una società esterna, la torinese Avventura Urbana. Una cosa è certa: quando arriverà al pettine tale nodo ad occuparsene dovrà essere il Comitato di garanzia, composto dal trio Roberta Lombardi, Giancarlo Cancelleri e Vito Crimi. L’ex capo politico del M5s anche in virtù del fatto che, in base a quanto ha chiarito il garante Beppe Grillo, continua ad essere l’unico reggente, in attesa di sciogliere il nodo nuovo direttorio-nuovo leader.

Prima di occuparsi di servizi alternativi, però, si dovrà sbrogliare un’altra matassa intricata. Il vero tallone d’Achille per il Movimento e, viceversa, il punto di forza di Casaleggio, infatti, rimane la gestione dei dati, al momento in capo a Milano, tutti custoditi in via Gerolamo Morone, 6. Anche se più di un parlamentare ribalta la questione: “Dipende dai punti di vista. Non dimentichiamo che molti si sono iscritti a Rousseau pensando di aderire al M5s. Dunque, è il M5s ad aver fatto da traino”. Sarà così, ma il problema rimane. Cosa succede, infatti, se qualcuno si cancella dall’associazione? E’ fuori dal Movimento? Pure su questo i parlamentari si stanno interrogando. Ma la domanda numero uno per la maggior parte di loro rimane: “Quando Conte batterà un colpo?”. Perché soltanto dopo, sostengono, tutti gli altri nodi si potranno sciogliere.