La Piazza 2026 e la scommessa dei giovani, Antelmi: “Ora pensiamo a un format itinerante“
Nata nel 2018 da un’idea condivisa davanti a un caffè, “La Piazza – Il bene comune” è diventata negli anni un appuntamento di riferimento per il confronto politico, economico e sociale. La kermesse, organizzata dall’omonima associazione e da Affaritaliani, ha celebrato a Ceglie Messapica la sua nona edizione, ospitando quest’anno il primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili del Paese. Tra le novità anche la presenza del professor Francesco Giorgino, direttore di Rai Ufficio Studi e docente alla Luiss.
Per Marcello Antelmi, editore di Affaritaliani e ideatore della manifestazione, il percorso non si ferma a Ceglie Messapica. L’obiettivo è trasformare La Piazza in un format itinerante, capace di raggiungere anche i piccoli Comuni valorizzando territori e comunità. In questa intervista a Inpuglia24, Antelmi racconta la nascita della manifestazione, il significato del confronto tra giovani di schieramenti diversi e le prospettive future del progetto.
L’intervista
Come nasce l’evento “La Piazza”?
Nasce davanti ad un caffè preso con l’allora direttore di Affaritaliani, Angelo Maria Perrino, che accolse la mia idea. Ed ora dal 2018, la nostra creatura è diventata una realtà apprezzata e seguita. “La Piazza”, che nasce dal nome dell’associazione di cui sono presidente, è stato anche un utile pretesto per far conoscere all’Italia, la mia Ceglie Messapica.
Il turismo in Puglia non manca, ma spesso sono penalizzate le cittadine interne, che hanno anche loro da offrire qualcosa in architettura, storia, folclore ed esperienze. Ecco che la nostra kermesse, ha consentito a tutti di conoscere la nostra magnifica terra e i nostri prodotti enogastronomici.
E poi gli ospiti sono stati coccolati nelle splendide luxury locations nei dintorni. Posso dire che “La Piazza – Il bene comune” enfatizza il valore peculiare del territorio, portando sotto le luci dei riflettori una piccola Ceglie Messapica, che prima del nostro evento – parliamoci chiaro – era invisibile al turismo nazionale.
La kermesse socio-economica e politica di Affaritaliani, organizzata a Ceglie Messapica dal 2018 dall’Associazione “La Piazza”, è una tre giorni che ospita personalità di spicco della politica, sanità ed economia, e quest’anno ha festeggiato la nona edizione, con due novità: la partecipazione dei giovani militanti di tutti i partiti politici italiani. La seconda novità è l’invito, gioiosamente accolto, del professor Francesco Giorgino, noto giornalista, volto noto della Rai, scrittore, nonché docente presso la Luiss a Roma.
Sì esattamente. Quest’anno ho deciso di dare un ulteriore valore aggiunto con la presenza dei giovani – che hanno precisato di essere il “presente” e non il futuro dell’Italia che verrà – e del professor Giorgino che ha deliziato giovani e meno giovani con due eccelse lectio magistralis.
Comunicare è strategico al giorno d’oggi: se non comunichi, non esisti. Ecco perché ho scelto un Maestro in tale ambito. Ma voglio precisare una cosa: l’incontro è stato fatto innanzitutto per i giovani: tutti i giovani sono figli nostri, quindi dobbiamo avere a cuore di come gestiscano le modalità di interazione con il prossimo sia dal punto di vista personale, professionale e politico. I giorni trascorsi con loro sono stati un arricchimento personale.
Li ringrazio davvero. E poi è stato bello vedere sorridere, ballare e brindare assieme militanti del PD con quelli di Forza Italia. Dovrebbero crescere condividendo il perseguimento di un bene comune: collaborare per avviare una fase di rilancio per una Italia più sostenibile più ricca e con una stabilità economica tale da soddisfare le aspettative degli italiani.
L’unità di intenti bipartisan è stato da sempre il fil rouge che contraddistingue le varie edizioni de “La piazza – il Bene Comune”. Cosa ci proporrà per le prossime edizioni? Può anticipare novità?
Con il presidente Emiliano, si era pensato di fare “La Piazza” itinerante a livello regionale, nei piccoli Comuni come quello di Celle San Vito, per esempio, proprio per dare visibilità al territorio. Ma non si esclude che si possa iniziare un “La Piazza on the road” anche nei piccoli comuni delle altre regioni. Resta inteso che saremo sempre un “megafono” indipendente delle libertà di pensiero culturale, sociale e politico.
Chi sono stati i familiari di riferimento che ti hanno insegnato come affrontare la vita?
Tre persone sono stati i punti di riferimento per la mia crescita, affinché diventassi un uomo: nonno Giuseppe, mamma Maria e papà Rocco. Mio nonno mi ha insegnato la determinazione: essere determinati nel fare una cosa e perseguire ogni strada, affinché si realizzi. Mio nonno mi ha insegnato inoltre che si conquista il prossimo, non con l’autorità, bensì con l’autorevolezza.
Sembrano due termini simili, ma hanno significati completamente diversi. I miei genitori mi hanno trasmesso l’amore vero, quello autentico che si prova verso i figli, a cui devi donare tutto te stesso, il meglio di te, annullandosi totalmente, per sostenerli sotto ogni punto di vista. Sono davvero preziosi per me gli insegnamenti ricevuti che, custodisco nel mio cuore e che tramando ogni giorno ai miei figli e ai miei collaboratori.
Qual è il tuo ‘mantra’ di vita?
Amo ascoltare, osservare e accompagnarmi alle persone migliori di me a livello culturale, professionale ed esperenziale. Di tutti, prendo la parte migliore, poi sommo “il meglio” catturato da tutte le persone che mi hanno insegnato qualcosa, e, una volta, acquisito “il meglio” di tutti, sono pronto a donarlo al prossimo.


