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Politica

Di Tommaso Cinquemani
 twitter@Tommaso5mani

LA NOTIZIA/ Bufera in Senato sui lobbisti. Grasso: "Chi sa qualcosa intervenga"


"Chi sa qualcosa sui parlamentari pagati da multinazionali, farebbe bene a denunciare questi comportamenti gravissimi". Dopo le polemiche per il servizio delle Iene, interviene il presidente del Senato Pietro Grasso che assicura: "Io mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini".

"Purtroppo la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all'accertamento della verita'. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti cosi' gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravita' dei fatti contestati. Da parte mia assicuro che mi adoperero' per fornire agli inquirenti nel piu' breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini.

MISIANI - "In merito a quanto denunciato l'altro giorno dalla trasmissione Le Iene, in cui veniva evidenziato il sospetto di rapporti di interesse tra parlamentari e alcune lobby economiche, presenteremo al piu' presto un'interrogazione urgente al governo per fare piena chiarezza su tale vicenda, accertando la natura delle relazioni intercorse e verificando se vi sono state condotte che esulano dai limiti previsti dal mandato parlamentare". Lo annuncia Antonio Misiani, deputato del Partito Democratico.

Nel servizio delle Iene un assistente parlamentare di Palazzo Madama, che preferisce restare anonimo, denuncia l'esistenza di senatori e deputati a libro paga di alcune multinazionali, le cosiddette lobby. L'obiettivo, spiega sempre la fonte anonima, è "far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga".
 

Abiti scuri, sorrisi smaglianti. Attendono i politici in Transatlantico, fuori dalle Commissioni, pronti a perorare le cause dei loro datori di lavoro. I lobbisti hanno sempre più influenza sulla politica italiana, fino ad arrivare agli estremi: bustarelle in cambio di favori (come denunciato dalla trasmissione 'Le Iene'). Ma le lobby non sono sbagliate per loro natura, "il problema è che in Italia non sono regolamentate", spiega ad Affaritaliani.it Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency International. Se aiutano il legislatore in settori complessi "fanno un lavoro positivo. Sono controproducenti quando influenzano i politici perché avvantaggino singole imprese o settori". In Italia fanno lobbing "le professioni: notai, avvocati, magistrati. Mentre in Germania sono le grandi aziende, come la Thyssen, la Siemens o la Volkswagen".


Presidente Brassiolo, l'intervista delle Iene all'assistente parlamentare che parla di bustarelle date dai lobbisti a politici italiani ha sollevato il coperchio su un tema di cui si parla poco. Che cosa sono le lebby e quale ruolo hanno in Italia?
"Le lobby sono dei centri di potere che tentano di influenzare, in maniera lecita e a volte illecita, le decisioni della politica. Il problema in Italia è che non esistono leggi che regolamentano il loro lavoro. Nel nostro Paese non ci sono solo le lobby delle imprese, ma c'è anche quelle della magistratura, del settore pubblico, dei notai, dei tassisti".

Perché esistono le lobby?
"C'è un problema di fondo: la competenza del settore pubblico. Se il pubblico non è competente su certi temi, come spesso accade nei settori innovativi, rischia di fare delle leggi che sono inconcludenti o che rischiano di distruggere interi settori produttivi. E' chiaro che in un contesto regolamentato c'è una osmosi tra il settore pubblico e quello privato, attraverso i lobbisti, che avvantaggia tutti e due. Ma deve essere nell'interesse collettivo, non di quello specifico".

Transparency International che cosa sta facendo su questo versante?
"Insieme all'Unione Europea stiamo verificando come in 25 Paesi è regolamentato il lavoro delle lobby, in modo da individuare le best practices. Il fatto è che solo in Inghilterra, e negli Usa, sono regolamentate bene, tutti gli altri Paesi agiscono come l'Italia".

Spesso si prende come esempio la Germania, lì come funzionano le cose?
"In Germania le lobby agiscono pesantemente. Aziende come la Volkswagen, la Bayer, la Thyssen e la Siemens sono talmente forti nel contesto-paese, che influenzano le leggi approvate dal Parlamento".
 

PARLANO I LOBBISTI


"Da comunicatore non posso che appoggiare la ferma presa di posizione del presidente Grasso perché si faccia chiarezza su quanto denunciato dal servizio delle 'Iene'", dichiara Fiorenzo Tagliabue, presidente di Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali. "La corruzione non ha nulla a che vedere con quella rappresentazione legittima di istanze e interessi che gli anglosassoni chiamano "lobbying", anzi danneggia un'attività di comunicazione tanto delicata quanto sempre più importante e strategica. E non solo per le multinazionali, ma anche per le piccole e medie imprese italiane (pensiamo all'agro-alimentare!), per le professioni e anche per le associazioni non profit. Sempre di più questi soggetti devono confrontarsi con politiche europee, nazionali e regionali che possono avere un impatto decisivo sulle loro attività: aprire spazi di confronto è fondamentale perché il legislatore operi per un autentico bene comune. I lobbisti dovrebbero facilitare questo confronto; per questo l'Italia deve definire norme chiare per questa attività e istituire un registro dei lobbisti, come accade già al Parlamento Europeo".

Come si può combattere la degenerazione del lobbismo?
"Attraverso l'educazione. Se non insegniamo ai ragazzi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, quando diventeranno grandi, non distingueranno l'interesse personale da quello collettivo".

Quali leggi dovrebbe adottare l'Italia per regolare le lobby?
"La prima è la creazione di una lista dei lobbisti. La trasparenza è il punto fondamentale. Se una persona è iscritta come lobbista fa un lavoro alla luce del sole e non c'è nulla di sbagliato. Ma è la responsabilità personale il punto dirimente, chi non è corretto trova sempre la modalità per aggirare le leggi".

In Italia quali sono le lobby che influenzano la politica?
"Mentre in Germania sono le grosse aziende che influenzano il legislatore, in Italia, a parte qualche azienda del settore energetico, sono più gli interessi corporativi a fare lobbing. Parliamo quindi dei notai, degli avvocati, dei magistrati, delle professioni insomma".

Ci sono dati sul fenomeno delle lobby in Italia?
"Non essendo regolamentata come professione, quello dei lobbisti è un settore opaco su cui non esistono dati. Le lobby in Italia sono fatte di piccoli rivoli, di conoscenze personali nella politica, di persone che cercano di far passare provvedimenti ingiusti".

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