Il governo oggi si gioca il proprio prossimo futuro con il voto sulla nuova legge elettorale. L’esito di questa votazione alla Camera è cruciale, in caso di bocciatura della misura infatti si andrebbe a elezioni anticipate, come confermato da più parti, a partire dai fedelissimi di Giorgia Meloni. “Non c’è nessuna preoccupazione. Certo se la legge non passasse si andrebbe a votare”, ha precisato Giovanni Donzelli (FdI). Ma sono in tanti a sperare che questa misura effettivamente ottenga il sì del Parlamento per diversi motivi. Tra questi ci sono anche 184 deputati e 81 senatori e il motivo è strettamente economico.
I deputati (ma anche i senatori) hanno fatto calcoli e scongiuri affinché – riporta Il Corriere della Sera – lo Stabilicum venga approvato senza intoppi e la legislatura prosegua senza strappi, almeno fino al nuovo anno. E tanti eletti hanno cerchiato di rosso una data sui propri calendari: 14 aprile 2027. Che poi è il giorno in cui 184 deputati su 400 e 81 senatori su 200 matureranno la prima pensione da parlamentare, in quanto circa la metà degli eletti è alla prima elezione in assoluto.
In gioco c’è l’assegno da mille euro netti(a 65 anni) per chi è al primo mandato. Ma per ottenerlo basterebbe sciogliere le Camere dopo metà gennaio considerando poi i tempi tecnici per arrivare a nuove elezioni e l’effettiva scadenza dei parlamentari eletti. Ai piani alti del centrodestra, per settimane, la possibilità di perdere questo emolumento è stata uno spauracchio. Oggi il verdetto (forse) finale. A fine mattinata, dopo le dichiarazioni di voto, si licenzierà il provvedimento con scrutinio segreto. Nonostante questo, l’esito favorevole è dato da tutti per scontato. Salvo sorprese.


