Lavoro, giustizia sociale, inclusione, nuova visione di modello economico, formazione degli eletti. Ma anche struttura e organizzazione del nuovo Movimento. Questi alcuni temi toccati nel corso della riunione tra i senatori pentastellati e l’ex premier Giuseppe Conte, leader in pectore del M5s 2.0, il quale, al termine del suo breve intervento, ha invitato i parlamentari a esporre le loro proposte in merito alla ‘rifondazione’ del Movimento.
“Questi confronti servono anche perche’ io stesso ho colto fin da subito i rischi di un’operazione verticistica. L’investitura di Beppe Grillo, le vostre numerose richieste di impegnarmi mi hanno fatto molto piacere. Ma questo progetto non puo’ nascere in una condizione di questo tipo, da un mio autoisolamento con investitura solo dall’alto. Deve nascere dal piu’ ampio e franco confronto”, ha assicurato Conte – come riferiscono fonti parlamentari – ai senatori M5s. “La mia investitura dovra’ovviamente passare da un voto sulla piattaforma. Il principio didemocrazia interna e’ fondamentale e lo dobbiamo salvaguardare in tuttii modi”.
‘Vi invito ad inviarmi tutte le vostre proposte’ per iscritto. E’ questa, in sintesi, la proposta che l’ex premier , Giuseppe Conte, ha rivolto ai senatori da come si apprende da fonti interne al M5s. Sul tavolo i temi che costituiscono le linee guida del nuovo Movimento, e che – suddivise in cinque punti – domani saranno al centro del confronto dei deputati. Gli apprezzamenti degli eletti a palazzo Madama si sarebbero concentrati soprattutto sulla necessità di offrire strumenti di formazione che favoriscano la crescita culturale e politica di tutti i soggetti che saranno impegnati con il M5s 2.0 e sull’apertura del Movimento alla società civile- Temi, entrambi, sottoposti alla valutazione.
La grande importanza del fattore umano nel costruire il rapporto che porterà al nuovo progetto del Movimento M5s 2.0. E’ quello che, secondo quanto si apprende sempre in ambienti pentastellati, sarebbe stato sottolineato da Conte nel suo intervento. ‘Vorrei conoscervi tutti singolarmente, uno per uno, ma a causa dell’emergenza Covid ci vediamo via zoom’, il concetto, di fatto, espresso dall’ex premier e capo politico in pectore ai senatori, secondo quanto viene riferito da chi ha avuto modo di conoscere il commento di apprezzamento di alcuni senatori a proposito di questo passaggio.
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Intanto, secondo quanto riporta il Corsera, è scoppiata di nuovo l’emergerza morosi nel Movimento. Solo 53 tra deputati e senatori sugli attuali 239 totali risultano infatti in regola con il versamento mensile da 2.300 euro (minimo), le cosiddette “restituzioni” di parte dello stipendio da parlamentari, uno dei cavalli di battaglia della lotta dei pentastellati contro i privilegi della “casta”. Va detto che, dal 2013 a oggi, gli eletti del M5S hanno rinunciato a circa 96 milioni: di questa cifra un terzo è stata destinata al fondo per il microcredito.
Sfogliando su tirendiconto.it la lista dei “cattivi pagatori”, emergono nomi altisonanti: l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi Riccardo Fraccaro non restituiscono ormai dallo scorso settembre, così come l’ex tesoriere del gruppo alla Camera Sergio Battelli e la collega Carla Ruocco.
Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri risulta moroso da novembre, così come il ministro per Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà. La deputata Federica Dieni, segretaria del Copasir, addirittura non restituisce dal maggio 2020. L’unico ministro M5S del governo Draghi totalmente in regola con i versamenti è quello all’Agricoltura Stefano Patuanelli, che, pur essendo uno dei più duri contestatori di Casaleggio, ha restituito anche il mese di febbraio. Lieve ritardo, infine, per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e per il presidente della Camera Roberto Fico, ai quali mancano ancora i versamenti di gennaio.

