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Politica
Meloni: "Nomine frutto di valutazione delle competenze e non appartenenze"

Trovata l'intesa sulle nomine delle partecipate di Stato: da sciogliere solo il nodo Terna

Si avvia alla fine il capitolo sulle nomine delle partecipate di Stato. Dopo molti confronti, sono state diffuse le liste dei nuovi amministratori delegati che guideranno le principali aziende controllate dal governo. Tanti volti nuovi, ma anche alcune conferme. Le liste depositate da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) riguardano i consigli di amministrazione di Eni, Enel, Leonardo e Poste Italiane. Resta fuori solo Terna, i cui dubbi saranno probabilmente risolti nelle prossime ore.

"Le nomine dei nuovi vertici di Eni, Enel, Leonardo e Poste sono frutto di un attento percorso di valutazione delle competenze e non delle appartenenze. E' un ottimo risultato del lavoro di squadra del governo", ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Tra le novità ci sono gli amministratori di Enel e Leonardo. Al gruppo elettrico arrivano Flavio Cattaneo - già vicepresidente di Italo con un passato a Terna, che ha guidato per nove anni - come dirigente e Paolo Scaroni - manager molto stimato da Silvio Berlusconi - come presidente, mentre alla società leader del settore militare e aerospaziale sono stati nominati Roberto Cingolani - fedelissimo della premier - come amministratore delegato e Stefano Pontecorvo come presidente. Quest'ultimo, diplomatico con esperienza più che trentennale, ha coordinato, per la Nato l'evacuazione dell'aeroporto di Kabul. Per quanto riguarda Scaroni, invece, si tratta di un ritorno all'Enel, questa volta nella dirigenza. Attualmente è presidente del Milan e vicepresidente di Rothschild. 

Ad essere riconfermato è l’amministratore delegato dell’EniClaudio Descalzi, che taglia il traguardo dei quattro mandati pieni, grazie alla su carriera trentennale all'interno del "cane a sei zampe". La poltrona da presidente, invece, spetta ora al comandante generale Giuseppe Zafarana - molto vicino a Matteo Salvini - che lascia la guida della Guardia di Finanza.

L’altra grande azienda dove è prevalsa la scelta della continuità è Poste Italiane, in cui è stato confermato Matteo Del Fante, che guida il gruppo dal 2017. Un lungo passato in Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), nominato da Renzi alla guida di Terna e poi, sei anni fa, l’arrivo in Poste con il consenso dell’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Alla presidenza arriva Silvia Rovere, attuale presidente di Assoimmobiliare.

L’unica casella ancora scoperta è quella di Terna, dove la premier ha puntato tutte le sue carte su Giuseppina di Foggia, anche per marcare una presenza femminile tra i vertici pubblici. La lista, però, sarà diffusa solo oggi. La Di Foggia, dal 2020 vicepresidente e amministratore delegato di Nokia Italia, avrebbe un buon rapporto anche con la sorella della premier, Anna Meloni. Ad essere sostituito, quindi, il posto di Stefano Donnarumma, che intanto dovrebbe passare alla guida della controllata di Cdp che si occupa del Venture Capital. 

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