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Politica
Implodono i Conservatori Ue presieduti da Meloni: polacchi verso l'uscita

La partita sulle nomine al centro del Consiglio europeo: la diretta 

Occhi puntati su Bruxelles: inizia il vertice Ue per decidere le nomine delle più alte cariche europee per i prossimi cinque anni. Sul tavolo dei leader la proposta messa a punto dai negoziatori di popolari, socialisti e liberali per affidare a Ursula von der Leyen - in quota Ppe - un secondo mandato alla guida della Commissione europea. La designazione di von der Leyen fa parte di un pacchetto che prevede anche la scelta del socialista ed ex premier portoghese Antonio Costa per la presidenza del Consiglio Europeo e della premier liberale estone Kaja Kallas per la carica di alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza.

LEGGI ANCHE: Nomine Ue, il Ppe: "Abbiamo informato Meloni, ma lei non ha voluto discutere"

C'è grande attesa per la posizione che davanti a questo pacchetto assumerà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ieri, durante i suoi interventi in Parlamento, ha criticato apertamente il metodo con cui si è arrivati alla designazione dei tre candidati. Prima dell'avvio dei lavori del Consiglio europeo prenderanno il via tra poco i pre-vertici delle tre famiglie politiche (Ppe, Pse e Liberali) che costituiscono al momento la cosiddetta maggioranza Ursola e a cui interverranno i leader e i principali esponenti di spicco nazionali.

Morawiecki: "PiS valuta di lasciare Ecr per nuovo gruppo"

Ma per Meloni i problemi aumentano perchè i Conservatori di Ecr, famiglia politica europea di cui Meloni è presidente rischia seriamente di implodere e perdere i pezzi.

Diritto e Giustizia (PiS), infatti, sta valutando di abbandonare i Conservatori e Riformisti europei (Ecr), co-presieduto con Fratelli d'Italia, ed è in trattativa con i partiti della destra populista per formare un nuovo gruppo. Lo rende noto l'ex primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, in un'intervista a Politico. "Siamo in trattativa con Ecr e questo è l'elemento principale che deciderà del nostro futuro", ha detto Morawiecki, specificando che il PiS è tentato di andare "in entrambe le direzioni". "Direi che la probabilità è del 50/50", ha spiegato, aggiungendo che "non è garantito" che il PiS rimanga in Ecr.

"Francia e Italia in lizza per le stesse deleghe", scrive il Financial Times 

"La Francia e l'Italia si contendono un posto di primo piano nell'economia della prossima Commissione europea, una lotta acuita dall'astio personale tra i leader dei due Paesi". Lo riporta il Financial Times. "Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro italiano Giorgia Meloni sono ai ferri corti perché entrambi sono in lizza per lo stesso premio: un potente vicepresidente della Commissione responsabile della politica commerciale, della concorrenza e della politica industriale", scrive il quotidiano."I funzionari italiani hanno elencato come aree di interesse il commercio e la concorrenza - aree in cui Bruxelles ha l'unica competenza - così come il bilancio comune del blocco e l'industria. Si tratta in linea di massima delle stesse aree ambite dalla Francia. Secondo un diplomatico informato sui negoziati, la Francia è interessata a un ruolo di alto livello nella Commissione, con il potere di controllare le leve politiche e finanziarie per realizzare la politica industriale. La difesa, una priorità emergente per l'Ue per la quale la von der Leyen si è impegnata a creare un posto dedicato, potrebbe far parte della strategia industriale controllata da tale posto", si legge ancora.

Mitsotakis: "Nessuna volontà di escludere, rispetto Meloni"

"Tre famiglie politiche hanno discusso tra loro e hanno presentato una proposta, alla fine spetta al Consiglio europeo prendere la decisione". "Non è un processo per escludere, non è mai stata nostra intenzione escludere nessuno o offendere qualcuno. Personalmente ho molto rispetto per Giorgia Meloni, la prima ministra italiana. L'Italia è un Paese molto importante nell'Ue e sono sicuro che affronteremo tutti questi problemi e preoccupazioni nelle discussioni che avremo". Lo ha detto arrivando al summit Ue il premier greco Kyriakos Mitsotakis, tra i negoziatori Ppe sui top jobs, affermando anche di aver parlato con Meloni.

Scholz: Meloni? "Nomine le decidono i 27 ma su base maggioranza"

"A decidere in merito sono i 27 Stati membri del Consiglio europeo. Ma ho gia' detto che si tratta anche di quale sia la piattaforma che sostiene la presidente della Commissione in parlamento? E per questo abbiamo raggiunto un'intesa politica tra queste tre famiglie di partiti". Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, al suo arrivo al Consiglio europeo rispondendo a una domanda sul coinvolgimento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "E' solo una posizione. Ne discuteremo attentamente ed equamente tra di noi. Tutti e 27 sono ugualmente importanti. Ma abbiamo reso piu' semplice prendere una decisione perche' il Consiglio europeo e gli Stati membri devono avanzare saggiamente una proposta che possa contare sulla maggioranza del Parlamento".

Tusk, 'nessuna decisione sui top jobs senza Meloni' 

I negoziati condotti tra i tre maggiori gruppi del Consiglio europeo servono "solo a a facilitare il processo in questa sede" ma "la decisione spetta a Meloni e agli altri leader durante la riunione del Consiglio europeo. L'unica intenzione, e l'unico motivo per cui abbiamo preparato questa posizione comune, è quella di facilitare questo processo. E non c'è decisione senza il primo Ministro Meloni". Lo ha detto il premier polacco, Donald Tusk, arrivando al vertice dei leader europei. 

Weber: "Fondamentale includere l'Italia sulle nomine Ue"

"L'Italia è paese del G7, è un paese leader nell'Unione Europea. Apprezzo molto tutto il contributo del governo italiano sotto la guida di Antonio Tajani e Giorgia Meloni ed è per questo che ritengo fondamentale per l'Ue" che vi sia un "processo inclusivo" sulle nomine Ue che "tenga conto anche degli interessi italiani". Lo ha detto il presidente dei Popolari Ue, Manfred Weber, al suo arrivo al pre-vertice del Ppe.

Kallas: "Io prossimo alto rappresentante? Ci possono essere sorprese" 

"Non andiamo troppo in fretta, in politica ci possono essere sorprese". Lo ha detto la premier estone Kaja Kallas a chi le chiedeva se ormai fosse cosa fatta la sua nomina ad alto rappresentante Ue. "In Estonia abbiamo un detto: non venderti la pelle dell'orso prima di avergli sparato e io non lo farò di certo", ha aggiunto.

Salvini, sulle nomine Ue 'sembra un colpo di Stato' 

"Quello che sta accadendo" sulle nomine Ue "puzza di colpo di Stato". Lo ha detto a Dritto e Rovescio su Rete4, il leader della Lega Matteo Salvini. "Milioni di europei hanno votato" e "hanno chiesto di cambiare l'Europa. E che cosa ti ripropongono quelli che hanno perso? Le stesse facce: la von der Leyen, un socialista al Consiglio europeo, una indicata da Macron per la politica estera. Penso sia assolutamente irrispettoso, arrogante. Se preferiscono la poltrona al voto popolare assicuro, a nome della Lega e dell'Italia, che li marcheremo centimetro per centimetro Non gliele faremo passare. Difenderemo il voto degli italiani". 

Macron a Bruxelles, conferma Breton commissario Francia 

Emmanuel Macron annuncia oggi a Bruxelles la sua scelta di confermare Thierry Breton come commissario francese al Mercato Interno. Secondo informazioni di Le Monde,, il presidente ha preso questa decisione nonostante il Rassemblement National, partito di estrema destra largamente favorito alle elezioni legislative di domenica prossima e del 7 luglio, rivendicasse la prerogativa di scegliere il commissario in caso di coabitazione.






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