“Tsipras non ha bisogno di sponsor. Queste sono visioni provinciali. E’ una scorretta trasposizione. Si è votato in Grecia e non in Italia”. Il presidente del Partito Democratico Matteo Orfini, intervistato da Affaritaliani.it, bacchetta la sinistra dem dopo i risultati delle elezioni greche. “Trasportare il dibattito che c’è ad Atene e l’esito elettorale greco sulla politica italiana è una cosa sbagliata”.
Che cosa pensa della vittoria di Alexis Tsipras in Grecia?
“Noi da tempo ci battiamo per cambiare le politiche dell’Europa. Abbiamo ottenuto già dei risultati importanti, penso alla flessibilità, agli investimenti e a quello che sta per fare la Banca Centrale Europea. Che in Grecia vinca una forza di sinistra che ha tra i suoi obiettivi quello di cambiare le politiche europee è sicuramente utile”.
Tsipras è simile a Renzi?
“Trovo molto provinciale questo tipo di dibattito che si è scatenato in queste ore. Nel senso che si è votato in Grecia e non in Italia. Quindi cercare di trasportare il dibattito che c’è ad Atene e l’esito elettorale greco sulla politica italiana è una cosa sbagliata e provinciale”.
Ma molti esponenti della minoranza del Pd sono sponsor di Syriza…
“Tsipras non ha bisogno di sponsor. Noi, non la minoranza, ma tutto il Partito Democratico, nell’ultima direzione abbiamo assunto un ordine del giorno, presentato da Stefano Fassina, in cui ci impegnavamo a lavorare in Europa affinché la famiglia socialista aprisse una interlocuzione politica con Tsipras. Cosa che in parte già sta avvenendo. Questo è quello che deve fare un partito serio, interloquire con un leader di sinistra di un grande paese importante come la Grecia che ha vinto le elezioni. E lavorare insieme per cambiare l’Europa”.
Ma Fassina, D’Attore e altri dicono che Renzi dovrebbe imparare da Tsipras…
“Appunto. Penso che queste siano visioni provinciali. E’ una scorretta trasposizione. Quello che è successo ad Atene trova le sue ragioni in quello che è accaduto in questi anni in Grecia”.
Non nascerà la Tsipras italiana?
“Mi sembra che ci sia una situazione completamente diversa. Non si possono fare paragoni. In Grecia il Pasok ha raggiunto il minimo storico mentre in Italia il Pd è al massimo storico. Sono vicende non paragonabili”.
Scissione nel Pd alla luce delle vicende greche?
“Credo di no e lavorerò perché non ci sia”.

