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Palazzi & potere
“Consip? Renzi sapeva, Marroni silurato per scarsa fedeltà al potere”

Caso Consip: Lotti, almeno apparentemente se l'è cavata, lei cosa ne pensa?
Stanno cercando di nascondersi dietro a un dito. E’ evidente la catena di complicità e silenzi per coprire un possibile reato, su cui comunque l’ultima parola spetta ai giudici. E per tenere in piedi, con Lotti, tutto un sistema di potere che si è attaccato come un parassita al tessuto del Paese. Nel frattempo tutte le persone coinvolte continuano a piazzare uomini e leggi ai danni degli italiani.

Chi rischia di finire nei guai ora è il ministro Padoan: era stato avvertito delle 'cimici'? E se sì, potrebbe averne parlato anche con l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi?
C’è da supporlo. E’ difficile immaginare che Renzi non sapesse. E, stando alle parole di Fiano, renziano di ferro, Marroni è stato sollevato dall'incarico anche per aver mostrato poca fedeltà al potere. Padoan invece ha rimediato una figuraccia perché prima ha cercato di difendere Marroni e poi ha tentato all’improvviso di neutralizzare le mozioni attraverso la rimozione del Cda. Ora speriamo che l’ad dica tutto quello che sa, senza peli sulla lingua.

Ritiene che la giornata parlamentare dedicata alla discussione delle mozioni Consip possa avere portato elementi utili anche alle indagini della magistratura?
Di sicuro la magistratura ha avuto un occhio vigile. Vedremo, nel pieno rispetto della separazione dei poteri.

Porterà a risultati concreti la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche? Chi vorreste come presidente? Quando potrebbero partire i lavori? Dopo l'estate o prima?
Faremo di tutto per farla partire quanto prima. Ma è probabile che i lavori non partano prima di metà settembre, ecco perché la maggioranza ha fatto di tutto per perdere tempo. I bluff e le chiacchiere di Renzi stanno a zero. Noi, naturalmente, chiederemo la presidenza, per il fatto di essere la maggiore opposizione in Parlamento e nel Paese e perché siamo l’unico gruppo fuori da qualsiasi scandalo bancario. Speriamo di arrivare, almeno, a un barlume di verità.

Oltre alle questioni Boschi/Ghizzoni c'è anche la questione della riforma delle banche popolari. Se ne parlerà in sede di commissione?
Purtroppo, e lo hanno fatto apposta, hanno escluso dal perimetro della commissione il decreto banche popolari, un tentativo smaccato di favorire il salvataggio di Etruria. Ma poi ci saranno da investigare tanti altri aspetti: i rapporti tra certi banchieri e certi imprenditori, le relazioni tra politica e credito, l’operato della vigilanza e le connessioni tra Bankitalia e istituti come la Popolare di Vicenza. Senza dimenticare la vergogna del decreto ‘salva-banchieri’ del 22 novembre 2015. Andranno soprattutto indagate le ragioni sistemiche del disastro bancario nel quale è stato tirato dentro, senza difese, il nostro Paese. Troppa carne al fuoco, probabilmente, per un organismo che lavorerà  solo pochi mesi.

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