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Lavoro e partite Iva: precari e mazziati, vola l'aliquota Inps

Tassati e mazziati. Cresce ancora il peso del cuneo previdenziale obbligatorio sulle retribuzioni dei lavoratori precari, mentre si allontana la possibilità per i più giovani di ottenere in cambio, un giorno, la pensione, scrive il Fatto. L'ultima circolare dell' Inps che ha aggiornato le aliquote per il nuovo anno ha portato il prelievo per gli iscritti alla gestione separata dell' istituto al 33%, lo stesso livello dei lavoratori dipendenti. Si taglia così il traguardo imposto dalla legge Fornero nel 2012. Ma se a questa si aggiungono le aliquote aggiuntive dello 0,51% per finanziare la Dis-coll decisa nel 2017, l' indennità mensile di disoccupazione che per i dipendenti è pagata dai datori di lavoro, e dello 0,72% per retribuire i periodi di maternità e malattia, si supera abbondatemente l' obiettivo e si arriva al 34,23% dei compensi percepiti, di cui l' 11,41% in capo al lavoratore. Per i dipendenti, invece, l' aliquota previdenziale è pari al 9,19%.

Ma per il popolo dei collaboratori forzati e delle false partite Iva i contributi previdenziali possono arrivare a superare i compensi percepiti.

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