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Politica
Maurizio Migliavacca

Nemmeno 24 ore dopo la nota del Quirinale che intendeva ristabilire i termini di un rapporto costruttivo tra politica e magistratura, riparte lo scontro sulla giustizia e sul futuro personale di Silvio Berlusconi. E' proprio l'ex presidente del Consiglio che, in un'intervista al settimanale "Panorama", taccia le toghe di "atteggiamenti irresponsabili". "I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che e' mossa da un pregiudizio politico, non sono piu' tollerabili. La magistratura si e' trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile", affonda, "La lotta in Parlamento" su questi temi "sara' una battaglia combattuta per ottenere, naturalmente, le stesse garanzie per gli esponenti politici della sinistra. E' una battaglia che non si puo' perdere, se non si vuole che l'Italia continui a essere un Paese in cui nessuno che si dedichi al servizio della politica possa vivere sereno".

A poco sono vale allora le parole del Capo dello Stato, secondo il quale invece il clima di serenita' e' necessario per affrontare le difficili scelte da compiere nelle prossime settimane. Del resto, che il problema fosse destinato ad esplodere di nuovo lo si era capito fin dalla mattina, quando il coordinatore della segreteria del Pd Maurizio Migliavacca aveva detto di non escludere un si' del suo partito ad una eventuale richiesta d'arresto per il capo del Pdl. Queste le parole di Migliavacca: certo, "dovremmo vedere le carte", ma il Pd ha un "atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti"."Se gli atti" a suffragio della richiesta "fossero fondati penso proprio di si'". Come dire: se le carte fossero credibili, il voto sarebbe quello.

 

ZANGRILLO: IL CAVALIERE RIMANE IN OSPEDALE

"Non siamo ancora in grado di dare alcun tipo di informazioni". Lo ha detto Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, in merito alle condizioni di salute del leader del Pdl, ancora ricoverato presso l'ospedale San Raffaele di Milano.
 

 

Immediata la reazione di Capezzone, Mattioli, Lupi, Santanche' e Gelmini. Poi ci pensa il diretto interessato. Mentre Napolitano dirama una nota in cui sprona le forze politiche ad occuparsi della crisi economica. Parrebbe una mossa in vista della formazione di un nuovo governo. Ma l'orologio della politica sembra fermo a ieri.

BERLUSCONI, A MILANO SI PARLA DI 'OPERAZIONE CRAXI 2' - "Ora, anche se i miei avvocati sono di contrario avviso, io non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita. Nonostante tutto mi aspetto ancor giustizia, almeno da questa corte". Cosi' si esprime Silvio Berlusconi sul giudizio d'appello attualmente in corso a Milano sui diritti Mediaset. In quel procedimento, in primo grado, Berlusconi e' stato condannato a 4 anni di reclusione piu' 5 di interdizione dai pubblici uffici. "Corre voce - dice l'ex premier in un'intervista a 'Panorama' - che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una 'operazione Craxi 2'. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra".

Berlusconi nell'intervista fa alcune riflessioni anche su Alessandra Galli, presidente del collegio. Con la sorella Carla, a sua volta giudice a Milano, Alessandra Galli e' l'erede di Guido, il pubblico ministero milanese che fu una delle grandi vittime del terrorismo rosso: il 19 marzo 1980 un commando di Prima linea gli sparo' tre colpi di fronte all'aula 309 della Statale di Milano, dove insegnava criminologia. Berlusconi dice: "Conosco la terribile tragedia che ha toccato la dottoressa Galli. Spero non voglia emettere una sentenza assolutamente infondata perche' contraria alla realta': una sentenza che puo' essere motivata soltanto da un pregiudizio politico che arrivi allo stravolgimento della realta'".

VIETTI,RISPETTARE RUOLI E DIGNITA' TOGHE E POLITICA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignita' tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano". Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, leggendo un documento in apertura di plenum, dopo l'incontro che si e' svolto ieri sera al Quirinale.

"In relazione ai recenti avvenimenti nell'ambito dei procedimenti a carico dell'onorevole Silvio Berlusconi - ha aggiunto Vietti - mi limito a richiamare quando dichiarato ieri dal Presidente della Repubblica il quale ha 'espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto e' accaduto (l'altro) ieri ed e' sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano'". Vietti, poi, ha ricordato al plenum che il Capo dello Stato "ha voluto incontrare, sempre nella giornata di ieri, il comitato di presidenza del Csm con cui ha avuto un ampio scambio di vedute. Il Presidente Napolitano ha poi rilasciato una dichiarazione in cui - ha detto Vietti, citando il Capo dello Stato - ha indicato 'nel piu' severo controllo di legalita' un imperativo assoluto per la salute della Repubblica da cui nessuno puo' considerarsi esonerato in virtu' dell'investitura popolare ricevuta'".

 

 

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