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Politica
Perché Meloni ha accolto Chico Forti? Solo per motivi di propaganda

Di Enrico Passaro*


Ci chiediamo invece più semplicemente se abbia un senso che il Presidente del Consiglio si rechi ad accogliere in aeroporto un cittadino italiano condannato all’ergastolo dalla giustizia statunitense con l’accusa di aver commesso un delitto


*Enrico Passaro, già responsabile dell'Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha visto sfilare a Palazzo Chigi ben sette premier, da Silvio Berlusconi a Mario Draghi, passando per Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte.


 

Viene da chiedersi, di tanto in tanto, di fronte alle immagini dei telegiornali, ai tweet o altre amenità diffuse sui social, qual è, quale deve essere il comportamento etico di un rappresentante delle Istituzioni. Qui non si parla di ciò che dovrebbe fare un Presidente di Regione di fronte ad un’indagine in corso dai risvolti preoccupanti, prima ancora e indipendentemente dall’esito delle stesse da un punto di vista giudiziario. Dovrebbe dimettersi o aspettare una sentenza definitiva, che arriverà, se arriverà, fra una decina d’anni? È lecito che continui a godere della fiducia dei suoi elettori occupando la poltrona o non sarebbe meglio che rinunciasse al suo mandato, per potersi difendere meglio da privato cittadino, come qualcuno (molto raramente) dice di voler fare in questi casi? E non parliamo neanche della bella vita, fra yacht, casinò ed escort, che viene paventata di contorno a quegli affari chiamati appalti pubblici che di tanto in tanto qualche politico vorrebbe smantellare, definendoli lacci e lacciuoli che non fanno altro che impedire lo sviluppo.

Ci chiediamo invece più semplicemente se abbia un senso che il Presidente del Consiglio si rechi ad accogliere in aeroporto un cittadino italiano condannato all’ergastolo dalla giustizia statunitense con l’accusa di aver commesso un delitto. Non si discute che sulla sentenza ci possano essere legittimi dubbi, che il condannato si sia dichiarato più volte innocente e vittima di un errore giudiziario (ma quale condannato non dichiara questo?), che il suo trasferimento in un carcere italiano risponde a legittimi benefici previsti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, che prevede tra l’altro il diritto ad un equo processo. Si discute sul fatto che il Capo di un Governo, nell’esercizio delle sue funzioni si sia recata personalmente ad accogliere un cittadino, che sembrerebbe tra l’altro artefice anche di alcune truffe perpetrate negli USA prima dell’omicidio per il quale è stato condannato. Avrebbe potuto non andare, non era tenuta; avrebbe potuto semplicemente manifestare in un messaggio la soddisfazione condivisa da tutti gli italiani per aver ottenuto il trasferimento, consentendogli di scontare il resto della pena nel suo Paese d’origine. Avrebbe potuto lasciare andare in aeroporto un ministro o un sottosegretario del suo governo e sarebbe stato già un gesto forte.

Con questo comportamento il Capo del Governo ha implicitamente fatto intendere una solidarietà che fa pensare ad una presunzione di innocenza di fronte ad una sentenza espressa da un tribunale di un Paese alleato, libero e democratico. Quali elementi ha il nostro Capo del Governo per sbilanciarsi in questa presunzione di innocenza? E quanti elementi simili ha la nostra stampa nazionale per allinearsi quasi del tutto compatta su questa posizione? Perché si tratta di un italiano? A prescindere dalle sue possibili colpe e responsabilità?

No, il Capo del Governo si è recato in aeroporto non per convinzione sulla presunta innocenza (non ha elementi per farlo), e quindi per un atto di giustizia, ma per motivi di propaganda ed il florilegio di dichiarazioni osannanti verso la sua persona da parte dei soliti accoliti, che stanno facendo da contorno al buon esito dell’operazione rimpatrio, ne sono dimostrazione.

E allora torniamo alla domanda: dov’è oggi il comportamento etico di un rappresentante delle Istituzioni?






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