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Politica
Pnrr, ipotesi di sblocco dei fondi. L'ira di Fitto sulla Corte dei conti
Raffaele Fitto

Possibile accordo governo Ue, sui fondi. Ma intanto è polemica su piano e Fitto

Si inizia a vedere una possibile soluzione per la rata del Pnrr attesa ormai da mesi e per quella successiva la terza e la quarta del piano da 191,5 miliardi. Secondo il Corriere della Sera, per accelerare l’erogazione, sia a Bruxelles che a Roma si stanno prendendo le misure di un nuovo strumento: le «sospensioni di pagamento parziali». Nel caso che l’Italia in teoria dovrebbe raggiungere entro giugno, la quota di pagamenti congelati potrebbe essere più alta. 

Ma intanto continua lo scontro tra le forze politiche sul Pnrr. E' in arrivo in Parlamento la relazione semestrale con la quale si chiuderà il governo punta a chiudere la 'fase 1' del piano nazionale di ripresa e resilienza. Il ministro Fitto ha convocato nei giorni scorsi la cabina di regia per mercoledì prossimo. I ministri hanno inviato le osservazioni sulle criticità per la relazione semestrale che sarà una sorta di 'due diligence' sul lavoro svolto finora, una fotografia della situazione. Nella fase successiva si completerà il lavoro di modifica del piano con i dicasteri che stanno facendo pervenire le proposte al responsabile del dossier.     

L'esecutivo punta a presentare alle Camere un documento dettagliato e, intanto, ha invitato tutte le parti in causa "ad un approccio costruttivo". Con una nota il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr ha replicato alle osservazioni della Corte dei Conti. sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa. "L'attuazione del Pnrr è una sfida per tutto il Paese, come ci ricorda sempre il presidente Mattarella. Serve un approccio costruttivo da parte di tutti, affinchè i progetti si realizzino e si rendicontino in modo adeguato", sottolinea Fitto. 

"Ognuno – il suo appello - deve contribuire in maniera proattiva al raggiungimento dell'obiettivo comune: realizzare interamente il Piano, ammodernare il Paese e renderlo competitivo. Quindi tutti dobbiamo lavorare, soprattutto tra istituzioni, privilegiando la prudenza e il confronto preventivo". Ed ancora: "Sarebbe auspicabile un approccio costruttivo della Corte dei Conti, che potrebbe supportare tutti i soggetti attuatori nella fase di rendicontazione, di campionamento, e di verifica del raggiungimento dei risultati, elaborando format, sistemi di autocontrollo che semplificherebbero i compiti dei singoli soggetti attuatori". "In tal senso, quindi, i controlli non si sovrapporrebbero e il sistema sarebbe in grado di rispondere più efficacemente alle richieste europee. Lavorare insieme, lavorare costruttivamente, lavorare bene".    

La 'querelle' è sul tema dei controlli preventivi. "Per quanto riguarda le spese del 2023 – la sottolineatura del ministro - l'effettiva rendicontazione è subordinata all'avvio dei lavori dei circa 110 miliardi di opere pubbliche che, secondo i cronoprogrammi del Pnrr, inizierà nel corso del 2023. Pertanto, solo dopo l'avvio dei lavori sarà possibile rendicontare gli stati di avanzamento e quindi si verificherà un conseguente aumento della spesa effettivamente sostenuta".

Il Pd attacca: "E' inaccettabile che il governo ogni volta che riceve una critica da un'autorità indipendente, da un ufficio studi ed ora dalla magistratura contabile, reagisca con una pericolosa intolleranza", l'affondo del capogruppo dem al Senato, Boccia. "Non vorremmo che il governo pensasse di limitare o condizionare un organo indipendente. Sarebbe una deriva pericolosa e inquietante", afferma la senatrice Malpezzi. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Bonelli giudica "gravissimo l'affondo del ministro Fitto contro la Corte dei Conti". "I ritardi sono colpa del governo", osserva il deputato Pd De Luca. "Basta con il gioco delle tre carte", sottolinea O.Napoli di Azione. "E' necessaria una operazione di puro realismo. Significa che faremo quello che si puo' realizzare e non faremo quello che non si puo' realizzare e che non e' utile", rimarca il ministro per i rapporti con il Parlamento, Ciriani. 

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