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Primarie sindaco Milano, chi è Pierfrancesco Majorino: l’assessore spinge sulla scelta dei cittadini per il dopo Sala

Il suo nome circola da mesi tra quelli possibili per il dopo Sala

Primarie sindaco Milano, chi è Pierfrancesco Majorino: l’assessore spinge sulla scelta dei cittadini per il dopo Sala

Pierfrancesco Majorino è tra i nomi più chiacchierati nel centrosinistra per la corsa a sindaco di Milano nel 2027 (qui tutti i nomi dei possibili candidati). Capogruppo del Pd in Regione Lombardia, chiede primarie aperte e una coalizione larga.

Primarie sindaco Milano, chi è Pierfrancesco Majorino: dalla giunta di Milano alla Regione Lombardia

Pierfrancesco Majorino arriva al confronto su Milano 2027 con un profilo già molto legato a Palazzo Marino. È stato assessore alle Politiche sociali nelle giunte guidate da Giuliano Pisapia e Giuseppe Sala, occupandosi di welfare urbano, marginalità, immigrazione, povertà e servizi alla persona.

Dopo l’esperienza in Comune è stato eletto al Parlamento europeo nel 2019 con il Partito Democratico. A Bruxelles ha lavorato su temi sociali, lavoro, diritti e relazioni internazionali. Nel 2023 ha lasciato il Parlamento europeo per candidarsi alla presidenza della Regione Lombardia contro Attilio Fontana. La sconfitta alle regionali lo ha portato comunque in Consiglio regionale, dove oggi guida il gruppo Pd.

Il suo nome circola da mesi tra quelli possibili per il dopo Sala. Majorino ha chiesto più volte primarie aperte, da svolgere prima che la coalizione arrivi alla fase finale della scelta del candidato. La sua posizione punta a evitare una candidatura decisa solo dai partiti.

Primarie sindaco Milano, chi è Pierfrancesco: il possibile programma per Milano 2027

Majorino non ha ancora depositato un programma elettorale completo per le comunali 2027. Le sue dichiarazioni pubbliche indicano però alcune priorità riconoscibili.

La prima riguarda la casa. Milano deve affrontare affitti alti, costo della vita, accesso difficile per studenti, giovani lavoratori, famiglie e redditi medi. Nel campo progressista Majorino è tra i profili che chiedono una correzione della linea amministrativa degli ultimi anni, con più intervento pubblico e più attenzione alle fasce escluse dal mercato.

Il secondo capitolo riguarda il welfare. La sua storia politica lo lega a servizi sociali, inclusione, anziani, fragilità, povertà urbana e politiche educative. In una campagna per Palazzo Marino potrebbe insistere su una Milano meno selettiva e più accessibile.

Il terzo punto è il rapporto con la Regione. Da consigliere regionale, Majorino può costruire la campagna anche sul confronto con la giunta lombarda. Trasporti, sanità territoriale, edilizia pubblica e ambiente dipendono spesso dall’incrocio tra Comune, Città metropolitana e Regione.

La candidatura, se formalizzata, partirebbe da una base politica già strutturata nel Pd e da una riconoscibilità superiore a quella di altri nomi civici. La difficoltà sarà allargare il perimetro oltre il partito, parlando a una città che nel 2027 voterà dopo sedici anni di amministrazioni di centrosinistra.

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