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Politica
Raggi critica Gualtieri ma si tiene la nomina ad Expo 2030

Roma: Raggi contro Gualtieri, ma resta presidente della Commissione (straordinaria) Expo 2030 alla quale è stata eletta nel febbraio dello scorso anno proprio grazie ad un accordo con il Pd

“Per un anno ho evitato di criticare l'operato di Roberto Gualtieri alla guida di Roma. So bene quanto possa essere complesso amministrare una città come Roma e credo sia giusto concedere tempo, quello che a me non è stato mai dato, per prendere le redini del comando. Ho taciuto perché l'esperienza insegna a parlare poco e a cercare aspetti positivi in ogni situazione. Mi ha sorpreso ascoltare Gualtieri che si è impegnato in un inutile quanto bizzarro ragionamento su alleanze politiche, campo largo e amenità di fantapolitica cogliendo l'occasione per attaccarmi. In un anno Gualtieri non ha fatto nulla - Ma la vede la città? Roma è peggiorata da ogni punto di vista.

Le cronache raccontano di una signora attaccata e ferita da un cinghiale in piena città. E Gualtieri vagheggia di giochetti di palazzo. Io finii su tutte le pagine dei giornali perché un cinghiale aveva infastidito una signora all'uscita di un supermercato in un piccolo comune, amministrato dalla Lega, a 20 chilometri da Roma. Ha promesso la città dei 15 minuti per i trasporti ma nella realtà, al di là dell'inaugurazione dei 1000 bus che ha acquistato l'amministrazione guidata da me, le metro sono peggiorate, la Roma-Ostia è sempre ferma. La raccolta differenziata, sotto la sua guida, è peggiorata scendendo al 45,9% e sta anche togliendo la raccolta porta a porta, lanciata da Ignazio Marino e potenziata negli scorsi anni.

Sta portando Roma indietro di 10 anni! E pensare che gli abbiamo lasciato conti in ordine, Atac salva, Ama risanata. Ha già cambiato un capo di gabinetto e i vertici delle aziende controllate dal Comune: sembra che non abbia alcun controllo della città. E ha anche poteri e fondi straordinari, quelli che io chiedevo e per i quali ho lottato ma che lui non usa. Basta fare un giro per la città: Roma è sporca come non mai. Si muova. Lasci perdere la fantapolitica. Un sindaco deve rimboccarsi le maniche e lavorare. Lasci perdere chiacchiere e promesse. Doveva ripulire Roma entro Natale 2021: siamo arrivati alle soglie di Natale 2022 e la situazione è soltanto peggiorata”.

L’attacco è diretto e senza sconti e la Raggi lo utilizza per rinfacciare a Gualtieri quello che in tanti hanno rinfacciato proprio a lei: cinghiali a go go, trasporti, metro non funzionante (sotto di lei rimase chiusa la centralissima fermata Barberini provocando le ire dei commercianti e dei turisti) raccolta differenziata e naturalmente che Roma è sporca, quando invece c’era lei Roma guadagnò la prima pagina del New York Times grazie ad un articolo di Jason Horowitz proprio sull’indecente assedio dei rifiuti.

Detto questo, non si capisce perché allora si tiene ancora stretto il posto di presidente della Commissione (straordinaria) Expo 2030 alla quale è stata eletta nel febbraio dello scorso anno proprio grazie ad un accordo con il Partito democratico e Gualtieri.

Anzi, questa elezione venne vista proprio come una sorta di prova della strategia elettorale cosiddetta del “campo largo” e cioè dell’alleanza strutturare tra Partito democratico e Cinque Stelle.

La candidatura di Roma a questo evento è una cosa molto importante che darà visibilità e prestigio alla Capitale d’Italia ed affrontarla con la presidente che attacca frontalmente il sindaco suo successore non pare esattamente un esercizio di saggezza, in primis per il rispetto dovuto ai cittadini.

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raggi gualtieri expo 2030





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