Referendum sulla giustizia, niente sospensione cautelare: il Tar conferma il voto del 22 e 23 marzo. Termini abbreviati per la trattazione collegiale - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:05

Referendum sulla giustizia, niente sospensione cautelare: il Tar conferma il voto del 22 e 23 marzo. Termini abbreviati per la trattazione collegiale

Il presidente della sezione II bis del Tribunale amministrativo regionale ha respinto l’istanza di sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei Ministri

di Salvatore Isola

Referendum sulla giustizia: il presidente della sezione II bis del Tar respinge la sospensiva

Il presidente della sezione II bis del Tribunale amministrativo regionale ha respinto l’istanza di sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei Ministri, ritenendo che la pluralità, l’eterogeneità e la peculiare natura degli interessi coinvolti rendano necessario uno scrutinio collegiale, da svolgersi nel pieno contraddittorio delle parti, sulle questioni relative all’ammissibilità e alla fondatezza del ricorso.

È stata invece accolta l’istanza presentata dai ricorrenti per l’abbreviazione alla metà dei termini processuali relativi alla celebrazione della camera di consiglio chiamata a esaminare collegialmente la domanda cautelare. La trattazione collegiale del ricorso è stata quindi fissata per il 27 gennaio.

Il ricorso era stato presentato dal Comitato dei 15 giuristi, impegnato nella raccolta delle firme per il referendum sulla riforma della giustizia, che aveva chiesto la sospensione della deliberazione del Consiglio dei Ministri con cui è stata fissata al 22 e 23 marzo la data del voto.

Referendum sulla giustizia, Nordio: "Il magistrato impreparato va colpito nella carriera"

Intervenendo alla Camera, a margine della presentazione del suo libro Una nuova giustizia, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è tornato a difendere l’impianto della riforma, soffermandosi in particolare sul tema della responsabilità dei magistrati e sul ruolo del Csm.

Secondo Nordio, esistono errori non scusabili, che si verificano quando un magistrato non conosce le carte o non conosce la legge, oltre a comportamenti riconducibili a negligenza, imprudenza, imperizia o inerzia. Sul tema della responsabilità civile, il Guardasigilli ha ricordato di aver votato no al referendum quarant’anni fa, ritenendola una misura inefficace e inadatta, anche perché il magistrato è assicurato.

Per il ministro, la sanzione economica non rappresenta una soluzione: "Il magistrato impreparato e inadeguato non va colpito nel portafoglio ma nella carriera", fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla destituzione. Una prospettiva che, secondo Nordio, oggi non si realizza perché il Csm non interviene, a causa di una "giustizia domestica e correntizia" che finisce per funzionare come una stanza di compensazione.

Da qui la necessità, ribadita dal ministro, di una riforma che intervenga sulla responsabilità professionale, prevedendo che il magistrato ritenuto inadeguato debba cambiare mestiere.

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