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Renzi: il Partito della Nazione? Dibattito assurdo, è un fantasma

Il premier a Roma alla scuola di formazione del Pd: “Hanno sempre da ridire sulle nostre primarie, ma siamo gli unici che le fanno”. Sull’Europa: “E’ prigioniera della paura”

“Quello sul partito della nazione è il dibattito più assurdo mai fatto: se tu dici ‘in casa c’è un fantasma’ e io dico ‘no, non c’è’ e tu insisti ‘vado a cercare il fantasma’. Ok tu vai a cercare il fantasma, io ho da cambiare l’Italia, non ho tempo da perdere a cercare un fantasma”. Matteo Renzi, parlando a Roma alla scuola di formazione del Pd, liquida così le polemiche di questi giorni sul “partito della nazione”. “Cerca il famtasma chi ha paura – ha aggiunto – noi l’Italia la cambiamo con il coraggio, non con la paura”.

Durante il suo discorso, il premier ha toccato altri temi al centro del dibattito politico come le primarie, le politiche europee, le tempistiche del suo mandato.

Le primarie. “Hanno sempre da ridire sulle nostre primarie, quelli che mandano cinquanta persone a fare click. Si lamentano delle nostre primarie con migliaia di persone, siamo gli unici ad avere il coraggio a farle, gli altri si mettono a fondo campo e parlano”, ha detto Renzi.

L’Europa. Sul tema legato all’Europa, il premier ha affermato che “per scegliere il prossimo presidente della Commissione europea come democratici italiani chiederemo le primarie, perché non se ne può più della tecnocrazia che non sa dove sta la relazione con la gente”. “L’Europa è totalmente prigioniera della paura – ha aggiunto – e su questo non c’è distinzione tra socialisti e popolari. Anzi, i socialisti dell’Est sono più duri dei popolari dell’Est. L’Europa sembra essere ridotta solo a un insieme di numeri, vincoli e parametri. Dobbiamo restituire il sogno europeo”.

I Cinque Stelle. Renzi ha poi dedicato una battuta al M5s:”E’ fondamentale il blog, la rete, la semplicità di dare risposte. Tutto molto importante, ma siamo noi che dobbiamo essere pronti a prenderci delle responsabilità. Noi al governo facciamo cose di cui siamo molto felici”.

Le elezioni. “Nel 2013 c’erano Bersani, Berlusconi e Grillo. Se si votasse oggi saremmo io, Salvini e, probabilmente, Di Maio. C’è un salto generazionale impressionante”.

La scadenza. Sui tempi del suo mandato, Renzi ha ribadito: “Posso scadere tra sette mesi col referendum o tra sette anni dopo il secondo giro. Spero questa seconda”.  “Ho già rovesciato la clessidra, sono uno yogurt in scadenza”, ha quindi scherzato.

Gli schifiltosi. Secondo il premier, inoltre, “chi fa lo schifiltoso con i voti perde le elezioni, dovremmo imparare dalle nostre vicende”.