“Il 6 agosto ho deciso di intraprendere questa esperienza candidandomi a Roma con il mio simbolo. Un percorso che si rivolge direttamente ai cittadini, fuori dai partiti e dalle appartenenze, uomini e donne che, nel corso delle presentazioni e degli incontri per il mio libro, ho trovato molto interessati agli argomenti che porto avanti. La riforma della Giustizia può essere il collante tra le varie forze politiche”. Luca Palamara commenta così, ad Affaritaliani.it, le parole di Antonio Tajani e Matteo Salvini che, nei giorni scorsi, hanno dichiarato, sempre ad Affaritaliani.it, che il Centrodestra avrà un suo candidato alle suppletive di Primavalle (Roma) e quindi non appoggerà Palamara. “Io vado avanti e continuo nel mio impegno legato al territorio e continuerò a parlare con tutti e con tutte le forze politiche”.
Deluso che il Centrodestra non la sosterrà? “Non lo devo stabilire io. Ci sono due grandi direttrici lungo le quali mi muovo: quella della Giustizia, che ha destato un grande interesse tra i cittadini, e quella delle esigenze di un importante territorio della periferia romana, Primavalle. Su queste due direttrici continuerò il mio impegno, non contro qualcuno, ma nell’interesse esclusivo dei cittadini”. Alla domanda se Salvini gli aveva promesso l’appoggio della Lega, Palamara risponde: “Non ho avuto e non ho preteso promesse da nessuno, mi impegno a mettere sul tavolo idee e proposte”.
Se tra tre mesi fosse alla Camera dei Deputati, voterebbe la fiducia al governo Draghi? “Con i se e con i ma non si può ragionare. Oggi ragiono e parlo del presente affrontando con determinazione fino in fondo questa avventura”. E chi voterà per il sindaco di Roma? “Il candidato che al termine della campagna elettorale mi avrà convinto di saper rappresentare le esigenze della città e dei cittadini”. Michetti? “Ripeto, voterò chi più degli altri saprà rappresentare le esigenze dei romani e che metterà Roma prima di ogni altra cosa. Questo serve”.
E infine un bilancio dell’amministrazione di Virginia Raggi… “Roma è una città complessa. Difficile da amministrare. Sicuramente è più semplice criticare l’operato di un sindaco uscente che fare le pulci al programma elettorale di chi si candida ad essere l’alternativa. A Roma moltissime cose non vanno. Ma non sono da imputare solo alla figura del sindaco. Spero di poter riuscire col lavoro e l’impegno quotidiano nella e per la zona del collegio in cui mi candido – qualora venissi eletto – a portare il mio contributo per il miglioramento della città. Bisogna far tornare i romani ad essere orgogliosi di Roma. Molte cose sono da migliorare questo è sicuro. Ma interagire con l’amministrazione portando proposte e progetti è il sale del cambiamento”, conclude Palamara.


