Il Concertone, il fisico Rovelli e Crosetto
E bravo Crosetto! Prima perde le staffe e dà una bastonata (pensi a fare il fisico!) all’impeccabile, scintillante fisico Carlo Rovelli e poi gli offre la carota (un invito a pranzo), con la promessa che gli spiegherà come lui lavori per la pace. Canzone che sappiamo a memoria, vista la tiritera esplicativa di “Hollywood Zelensky”: ci sarà la pace solo quando avremo vinto. Così lui e la sbaciucchiatrice ammiratrice dell’eroico affossatore del popolo ucraino, dandogli armi e soldi è ovvio che lavorino per la pace! Di conseguenza, dando ancora più armi e soldi, arriveremmo prima alla pace…
Il bastone e la carota di Crosetto che vuole reintrodurre le corporazioni più rigide: ciascuno si occupi della corporazione sua (a Roma dicono la stessa cosa in modo meno colto e più volgare). A Carlo Rovelli, ormai eternamente legato ai buchi bianchi, dei quali non se ne conosce neanche uno, il Gigante di FdI, ha intimato di pensare ai cavoli suoi. Chi conosce quel fisico, non può che convenire con me, nel sostenere che, onore della fisica e della cultura italiana, sia lui stesso, un buco bianco. E’ una sorgente continua, un vulcano in eruzione. Solo un rozzetto come Crosetto, poteva intimare al vulcano, di stare zitto su tutto l’altro scibile umano e di parlare solo di fisica!
A parte il fatto che un fisico di cultura riesce a mettere la fisica, anche nel piatto della minestra. Un esempio su due piedi: introducendo l’armoculinaria (neologismo che suggerisco alla Schlein, per spiegare perché l’aceto, pur ritenuto divino, non vada messo su un dolce alla panna!).
*BRPAGE*
Sono fiero d’aver spinto il vulcano Rovelli ad accettare di figurare tra gli intellettuali favorevoli al ricorso al referendum. Per far sapere in giro della raccolta delle firme per il referendum, ci vogliono “botti” come quello che ha generato lui e ribadisco che il problema di gran lunga più importante che abbiamo di fronte, sia quello di fermare la corsa verso il baratro che, una volta imboccata la nota dinamica finale, scivola inesorabilmente, irreparabilmente, verso l’epilogo: “Mors tua, vita mea”, come nella lotta tra belve affamate.
Termino, rivolgendomi al fisico dagli occhi apertissimi, anche su un palco dove anche un’inadeguata Ambra Angioini ha voluto bacchettarlo: non doveva sottolineare la gravità della situazione, addebitabile anche alla politica guerrafondaia del governo (e quindi di Crosetto e Meloni), perché Crosetto era assente. Ambra in che nazione vive? S’è mai sentita una bestialità simile, per l’assenza di Berlusconi quando veniva accusato, ridicolizzato sui palchi di tutt’Italia? Ambra… sveglia!
Ed ecco i consigli che mi permetto di rivolgere allo sfavillante buco bianco. Carissimo Carlo, ancora una volta, complimenti. Bravissimo e, come al solito, sincero, apassionato, coraggioso e anticonformista. Crosetto pensa che il suo metodo (il bastone e la carota) ritenuto di successo con gli asini, possa funzionare anche con te. Non so se accetterai il suo invito-carota. Fossi in te risponderei d’essere allergico alle carote. Dovessi accettare, fallo contento: parla solo di fisica. Dovesse interromperti, intimagli, alla La Russa “Lei stia zitto, maleducato, non m’interrompa!”
Istruttiva la genesi dell’uso così azzeccato e sintetico della tecnica del bastone e della carota. Anche se il detto credo che sia molto antico e di origine contadina, divenne di uso internazionale grazie allo storico discorso di Winston Churchill al Parlamento nel 1943, quando sostenne bisognasse applicarlo al noto asino italiano. Parole testuali: “We shall continue to operate on the Italian donkey at both ends, with a carrot and with a stick”.

