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Scissione Pd, tonfo al 22%. I numeri che terrorizzano Renzi. Sinistra al 6-8%

Pd, le previsioni di Renato Mannheimer su Affaritaliani.it

Sono terrificanti (per la sinistra italiana) le previsioni di Renato Mannheimer, partner di Eumetra Monterosa, ad Affaritaliani.it. “Una cosa è certa: la somma tra scissionisti e Pd di Renzi non farà quel 30-29,5% che vale oggi il Partito Democratico perché con le divisioni si perdono sempre voti”

Sono terrificanti (per la sinistra italiana) le previsioni di Renato Mannheimer, partner di Eumetra Monterosa, ad Affaritaliani.it.

“Una cosa è certa: la somma tra scissionisti e Pd di Renzi non farà quel 30-29,5% che vale oggi il Partito Democratico perché con le divisioni si perdono sempre voti. Consensi in uscita che potrebbero andare dappertutto, ai 5 Stelle, nell’astensione o perfino nell’area del Centrodestra“, afferma il noto sondaggista.

Ma quanto valgono gli scissionisti del Pd uniti a Sinistra Italiana che è appena nata ufficialmente? “Molto dipenderà dal leader che conta parecchio“, afferma Mannheimer. “Comunque le stime più basse in giro attualmente parlano del 6% ma io ritengo che possano tranquillamente arrivare fino all’8%”. E il Partito Democratico? “Visto quanto detto prima, e cioè che molti elettori affermano ‘non li voto più’ dopo la scissione, si aggira intorno al 22%. Non di più“.

A trarre vantaggio dalla rottura nel Pd “sono in primo luogo i 5 Stelle ma il Centrodestra se smettesse di litigare e trovasse un accordo vero avrebbe certamente molte chance di vincere le prossime elezioni“. Attenzione, però, “perché se Renzi, distaccatosi dalla sinistra-sinistra, riuscisse davvero a creare una forza di centro liberale potrebbe a sua volta attrarre voti di Centrodestra, segnatamente di Forza Italia. Ma qui – conclude Mannheimer – siamo nel campo della fantapolitica”.