Gli scontri di Milano sono stati un campanello d’allarme a livello nazionale. Al grido di allarme del sindaco Beppe Sala ora si sono aggiunti i primi cittadini delle grandi città guidate dalla sinistra. “Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici. Adesso è il momento che le istituzioni facciano fronte comune e che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Chiediamo che il Governo convochi i sindaci al più presto“. Così i sindaci, tutti di centrosinistra, di Roma, Firenze, Bari, Bologna, Torino, Napoli, Milano, Genova e Cagliari.
“Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo, è ormai evidente. È dunque necessario intervenire sulle garanzie essenziali per la popolazione italiana: il diritto all’abitare, le tutele per chi lavora, il trasporto pubblico efficiente”. I primi cittadini dicono anche che “le nostre città sono in sofferenza da nord a sud a causa del carovita e di tutto ciò che sta comportando. Questa situazione sta mettendo a dura prova le nostre comunità, acuendo le tensioni, e merita risposte immediate“.
“In questo momento – concludono i sindaci e lo riporta Il Corriere della Sera – ci sono segmenti produttivi a cui conviene restare fermi più che lavorare, soprattutto al Mezzogiorno, a causa dell’aumento repentino del costo dell’energia», aggiungono. La richiesta al Governo è rivolta in particolare al ministro Piantedosi e al Sottosegretario Mantovano, titolari dell’ordine pubblico. “Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese”.
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