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Sondaggio, con la nuova legge elettorale Meloni supera il campo largo. E Vannacci… Ecco la prima rilevazione dopo il voto

Lo Stabilicum premia Meloni che conserva la maggioranza, ma con un margine stretto che dipende da molte variabili. Tra queste, l’8,2% di Futuro Nazionale è la più pesante

Sondaggio, con la nuova legge elettorale Meloni supera il campo largo. E Vannacci… Ecco la prima rilevazione dopo il voto

Il sondaggio di LAB21, istituto demoscopico diretto da Roberto Baldassari, per Affaritaliani. Tutti i dati dopo il via libera alla nuova legge elettorale

Il giorno dopo l’approvazione dello Stabilicum, la prima rilevazione Lab21 per Affaritaliani restituisce un’opinione pubblica che, nelle intenzioni di voto, sembra leggere il passaggio parlamentare come un successo del centrodestra e della presidente Giorgia Meloni. I movimenti sono contenuti, ma tutti nella stessa direzione. Fratelli d’Italia sale di due decimi e arriva al 28,4%, Forza Italia (7,0%) e Lega (5,5%) guadagnano un decimo ciascuna, e anche Sud chiama Nord cresce di un decimo, all’1,6%.

Il centrodestra è al 43,3%, con una forchetta tra il 41,3% e il 45,3%. Il campo largo arretra di due decimi, al 43,1% (forchetta tra il 41,1% e il 45,1%), con il Pd che cede lo 0,2% e si ferma al 20,0%, mentre il Movimento 5 Stelle recupera lo 0,2% e sale al 13,4%. Il vantaggio nel voto popolare è minimo, appena due decimi, e le due forchette si sovrappongono quasi per intero: nelle intenzioni di voto la partita resta aperta. È la traduzione in seggi a fare la differenza.

Con Futuro Nazionale nella coalizione, il centrodestra conquista tra 216 e 224 seggi alla Camera su 392 e tra 109 e 117 al Senato su 196, contro i 168-176 e gli 81-85 del campo largo. Senza Futuro Nazionale, il centrodestra scende a 214-222 seggi alla Camera e a 105-113 al Senato, mentre il campo largo si ferma a 141-149 e 71-75. Le soglie di maggioranza sono 197 e 99: il centrodestra le supera in entrambi gli scenari, anche nel limite più basso della forchetta.

Sondaggio, con la nuova legge elettorale Meloni supera il campo largo. E Vannacci… Ecco la prima rilevazione dopo il voto
Sondaggio, con la nuova legge elettorale Meloni supera il campo largo. E Vannacci… Ecco la prima rilevazione dopo il voto
Sondaggio, con la nuova legge elettorale Meloni supera il campo largo. E Vannacci… Ecco la prima rilevazione dopo il voto
Sondaggio, con la nuova legge elettorale Meloni supera il campo largo. E Vannacci… Ecco la prima rilevazione dopo il voto

Il caso Sud chiama Nord

Il dato più interessante emerge però dal secondo scenario, quello in cui Futuro Nazionale (8,2%) corre da solo. Anche così, il centrodestra composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Sud chiama Nord raggiunge 214-222 seggi alla Camera e 105-113 al Senato, sopra le soglie di maggioranza (197 e 99) con un margine minimo di 17 e 6 seggi, mentre il campo largo si ferma a 141-149 e 71-75. Futuro Nazionale ne otterrebbe 27-31 e 12-16, in autonomia.

Il peso del partito di Cateno De Luca va dunque oltre l’1,6%. L’ingresso di Sud chiama Nord allarga la coalizione e porta in dote 7-9 seggi alla Camera e 3-5 al Senato (6-8 e 3-5 con Futuro Nazionale in coalizione), mentre Noi Moderati, con lo 0,8%, non ne ottiene nessuno. Il radicamento di De Luca in Sicilia, dove ogni punto di consenso può tradursi in collegi, rende questo contributo più pesante di quanto dica la percentuale nazionale. Con questa legge, in sostanza, anche una forza piccola ma ben insediata sul territorio può pesare molto più della propria percentuale.

Le condizioni: un equilibrio fragile

La tenuta di questo scenario poggia su più condizioni. Tutti i partiti della coalizione devono mantenere le quote attuali, e con forchette di due punti per lato è facile che non accada. Azione (2,9%) non deve entrare nel centrosinistra, perché sommata al campo largo porterebbe quell’area al 46,0%. Nessun altro partito oggi fuori dalle coalizioni deve unirsi al campo largo. Basta che una di queste condizioni salti perché i rapporti di forza cambino.

Futuro Nazionale, il fattore decisivo

Tra tutte le variabili, Futuro Nazionale è quella che pesa di più. Con l’8,2% vale quasi tre volte Azione (2,9%) e, se entrasse nella coalizione, sarebbe il secondo partito del centrodestra, davanti a Forza Italia (7,0%). Sommato al 43,3% del centrodestra, porterebbe la coalizione al 51,5% nel voto popolare, contro il 43,1% del campo largo: da un pareggio dentro le forchette a un vantaggio di oltre otto punti. Anche nei seggi l’effetto è netto. Dentro la coalizione, Futuro Nazionale varrebbe 34-38 seggi alla Camera e 16-20 al Senato, davanti a Forza Italia (28-32 e 14-18) e alla Lega (22-26 e 10-14), anche se al Senato le forchette con Forza Italia si toccano, e il centrodestra salirebbe a 216-224 e 109-117 seggi.

Fuori dalla coalizione correrebbe da solo con 27-31 e 12-16 seggi: il centrodestra resterebbe a 214-222 e 105-113, ma a perdere terreno sarebbe soprattutto il campo largo, che scenderebbe da 168-176 a 141-149 seggi alla Camera e da 81-85 a 71-75 al Senato. La maggioranza del centrodestra, nelle simulazioni, non dipende dunque dai seggi di Futuro Nazionale. Dipende da Futuro Nazionale l’assetto della coalizione: chi la guida, con quali pesi interni e con quale margine. E senza di lui il margine sulla soglia, nel limite più basso della forchetta, scende a 17 seggi alla Camera e a soli 6 al Senato: è una variabile che nessuno può permettersi di ignorare.

La cautela

Questa è la prima rilevazione dopo il voto, ed è doverosa la massima prudenza. Oltre ai fisiologici assestamenti, nelle prossime settimane vedremo i movimenti prodotti dalla nascita di nuovi soggetti politici e dalla definizione delle coalizioni finali, a partire dalla scelta di Futuro Nazionale. Quella di oggi è una fotografia, non una previsione, e le forchette dicono quanto sia ancora ampio il margine di incertezza.