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Politica
Speranza parla solo di Covid. I numeri dei morti di altre patologie

Speranza e Covid, la mortalità per infarto nel 2020 è triplicata
 

Articolo per Affaritaliani.it di Marcello Gemmato, responsabile dipartimento Sanità Fratelli d'Italia
 

È notizia di ieri che il commissario per l'emergenza, Francesco Figliuolo, ha chiesto alle Regioni e alle Province autonome l'impiego massivo di risorse per il proseguimento della campagna vaccinale, soprattutto per raggiungere l'obiettivo minimo di 4,6milioni di dosi entro il 12 dicembre.

Premetto che già la notizia dell’aumento di 1,8 miliardi del fondo sanitario nazionale da destinarsi a cure COVID fu accolta favorevolmente da Fratelli d'Italia, perché nei 10 anni ante covid (quando il centrodestra non era al governo) il sistema sanitario nazionale pubblico si è visto sottrarre  37 miliardi di euro (fonte GIMBE), e l'enorme numero di morti, l’incidenza in termini di mortalità e letalità legati al virus a corona, è stata purtroppo figlio di questa destrutturazione dell’assistenza sanitaria pubblica.

Il punto però è un altro: in Italia e nel mondo le patologie ordinarie continuano, nonostante il COVID, a persistere e si continua a morire di tumore, di patologie cardiovascolari, di malattie metaboliche. Non vorrei che il ministro Speranza tutto questo l’abbia dimenticato.

A che punto sono gli screening di patologie come il tumore al seno, la cui diagnosi precoce porta al successo in più dell’80% dei casi rilevati? A che punto è lo screening del sangue occulto nelle feci esiziale per la diagnosi precoce del tumore del colon retto? In una parola: che fine ha fatto la medicina della prevenzione che negli anni ha portato ad abbattere significativamente la mortalità di patologie che fino a poco tempo prima erano immaginate come incurabili?

Secondo l’Agenas (agenzia sanitaria nazionale delle regioni) nel 2020, durante la prima fase della pandemia, negli ospedali ci sono stati 1,1 milioni di ricoveri in meno e nei primi nove mesi sempre del 2020 si sono perse ben 52 milioni di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche: cioè il 30% in meno, milioni di italiani non sono stati dal cardiologo, dal ginecologo, dal neurologo, non hanno fatto risonanze, ecografie, tac, analisi diagnostiche preventive. Ci troviamo di fronte a dati drammatici, e la società italiana di cardiologia (SIC) rileva che in Italia la mortalità per infarto nel 2020 è triplicata.

La federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia riferisce che abbiamo assistito al rinvio del 99% degli interventi per tumore alla mammella, del 99,5% di quelli alla prostata, del 74% delle operazioni al colon retto, registrando peraltro che il piano oncologico è fermo al 2011.

Mi fermo qui ma potremmo andare avanti; in questo contesto il nostro ministro della Salute che fa? Continua in maniera unidirezionale ad occuparsi di COVID: ricordiamo a Speranza che non è ministro del COVID ma della Salute degli italiani; forse lo ha dimenticato.

Non vorrei che l'appello di ieri di Figliuolo si concretizzi in una ulteriore sottrazione di risorse professionali e materiali ad altre patologie, mi aspetto quindi che il governo monitori ed attenzioni tutte le patologie e, tra qualche mese, dica agli italiani quanti morti di tumore, problemi cardiovascolari, metabolici, ci sono stati a causa delle scelte unidirezionali messe in campo finora.

 

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