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Ue, Cacciari: “Economia olandese basata anche sull’egoismo”

Covid-19 e Unione europea, intervista a Massimo Cacciari: “Il vero problema è la Germania”

Ue, Cacciari: “Economia olandese basata anche sull’egoismo”
Massimo Cacciari

“Se andrà a finire come è iniziata, questa Europa non ha più molto senso”. Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, commenta con Affaritaliani.it lo stallo all’Eurogruppo sugli aiuti per l’emergenza Covid-19 e, in particolare, l’opposizione di Germania, Olanda e Austria agli eurobond. “L’Ue è a un bivio: o prendiamo la strada della vera unità nell’affrontare questa crisi o, con scadenze più o meno diverse, arriveremo alla dissoluzione dell’Unione che metterà in crisi anche la moneta unica“.

“L’Olanda si è sempre battuta contro ogni tentativo di convergenza fiscale, bancaria e sociale. Non è un caso se moltissime multinazionali hanno la loro sede proprio in Olanda, o nel Lussemburgo, o nel Liechtenstein o nel Principato di Monaco. Sono Paesi che hanno economie e sistemi che si fondano anche su egoismi, oltre che su regimi fiscali diversi”.

“Ma il problema vero – sottolinea Cacciari – è la Germania. Non si può uscire dalla crisi Covid-19 se i tedeschi non si assumono fino in fondo la responsabilità di essere il Paese guida facendo politiche di un certo tipo. Nel 2007-2008 hanno pensato al proprio avanzo, se fanno come in quell’occasione l’Europa è finita. Non c’è Unione senza il Paese guida, come non c’è Stato senza governo. Se la Germania rifiuta oneri e onori emergeranno ovunque gli Orban, ma la colpa sarà di chi li ha fatti emergere”.

L’Europa rischia davvero di perdere via via senso, un processo iniziato il giorno dopo l’avvio della moneta unica. Un logoramento passato attraverso diverse fasi: la crisi del 2007-2008, il dramma della Grecia, l’immigrazione. Uno stillicidio di corruzione dell’idea stessa di Europa. Ora se questa emergenza non viene affrontata nel modo giusto, la valanga diventerà inarrestabile”.

Quanto alla sospensione di Schengen, Cacciari spiega: “E’ ovvio che ogni Paese cerchi di difendersi e di arrestare la propagazione del contagio. Siamo nel campo della gestione dell’emergenza sanitaria. Ma senza un grande piano di rinascita questa crisi si abbatterà sulle economie europee. E il dopo crisi sanitaria rischia di essere tremendo”, conclude l’ex primo cittadino di Venezia.