| IL POST SU FACEBOOK DI MATTEO SALVINI DOPO I NUOVI DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE SUL CORONAVIRUS
Questi sono i dati appena usciti, durissimi nella loro evidenza: più di 9.000 contagiati in tutta Italia, nessuna Regione esclusa, più 25% in un solo giorno, 463 morti. |
L’emergenza coronavirus sempre più grave con l’Italia ormai in ginocchio, sia dal punto di vista sanitario sia sotto il profilo economico-finanziario, rilancia lo spirito di collaborazione tra maggioranza e opposizione e il clima di unità nazionale. Matteo Salvini e Giuseppe Conte hanno avuto un colloquio telefonico nel primo pomeriggio di lunedì e domani, martedì 10 marzo, potrebbe esserci un incontro tra il presidente del Consiglio e i leader dell’opposizione per valutare iniziative per fronteggiare l’emergenza coronavirus “con spirito collaborativo”.
Il primo punto è ovviamente la crisi sanitaria con gli ospedali della Lombardia ormai al collasso e con la preoccupazione che anche al Centro-Sud possa esplodere il numero di positivi al COVID-19. L’ipotesi sul campo, chiesta in queste ore a gran voce in particolare da Forza Italia, è che le restrizioni in vigore in gran parte del Nord vengano estese a tutto il Paese, senza escludere un ulteriore irrigidimento dei provvedimenti.
Ma sul tavolo ci sono anche le misure economiche. Il governo ha già chiarito che si andrà oltre i 7,5 miliardi di euro annunciati per i primi interventi. La settimana scorsa il Centrodestra unito ha chiesto un ‘bazooka’ da 30 miliardi e la convergenza tra maggioranza e opposizione potrebbe trovarsi sulla scelta di verificare insieme quali sono gli interventi necessari per salvare imprese, partite Iva e famiglie e poi votare in Parlamento un altro Decreto dell’esecutivo, dopo il primo da 7,5 miliardi, che non abbia alcuna cifra preventiva. Primo perché oggi è impossibile calcolarla e soprattutto perché verrà stabilita successivamente dopo aver confrontato le proposte delle varie forze politiche e in base alle reali esigenze del Paese.
L’unità nazionale sugli interventi economici è fondamentale perché rafforza la posizione dell’Italia in Europa. Il commissario Paolo Gentiloni ha chiarito che le spese una tantum per fronteggiare l’emergenza coronavirus non verranno calcolate nel deficit e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha spiegato che “sugli aiuti di Stato in generale useremo tutte le flessibilità necessarie e possibili per queste circostanze eccezionali. Ci stiamo coordinando con le altre istituzioni europee per vedere cosa può funzionare”.
Parole di apertura, anche se non totale, verso il nostro Paese ed è per questo che serve la massima coesione politica a Roma per poter avere una voce più forte a Bruxelles. Sul piatto, stando a fonti di maggioranza e di opposizione, anche la possibilità che in tempi non troppo lunghi (massimo ad aprile) il governo possa chiedere alle Camere perfino lo sforamento del 3% nel rapporto deficit/Pil, ben oltre quindi il 2,5 chiesto con il primo provvedimento da 7,5 miliardi.


