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Politica
Esclusivo, Valditara ad Affari: "Nel 2023 lotta alla dispersione scolastica"

Valditara ad Affari: "Nel 2023 ci concentreremo sulla lotta alla dispersione scolastica"

"Nel 2023 porteremo a compimento quanto iniziato, e ci concentreremo, fra l'altro, su reclutamento, riforma del canale tecnico professionale, riforma del sostegno, lotta alla dispersione scolastica, contrasto dei fenomeni di bullismo". È la promessa che Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, fa ad Affaritaliani.it in un'intervista esclusiva.

Professor Valditara, una rilevazione effettuata poco prima di Natale dall’istituto Yoodata le dà questi dati di popolarità e fiducia: 40% circa di conoscenza, 44% di fiducia fra chi la conosce. Qual è stata la filosofia che ha ispirato il suo operato? 
Il mio obiettivo è una scuola serena, seria, sicura, una scuola che non solo formi ma anche orienti, in cui si ripristini la autorevolezza dei docenti e sia valorizzato sempre di più il grande lavoro che fanno, e nella quale gli studenti possano scoprire i propri talenti e costruirsi un futuro di piena realizzazione personale e lavorativa. Ho voluto andare in controtendenza rispetto a un certo lassismo degli ultimi anni, dando un chiaro segnale di ritorno a una scuola che ripristini il rispetto come valore centrale. 

Il suo dicastero ha assunto la nuova denominazione di ministero dell’Istruzione e del Merito. Vuole spiegare anche a noi che cosa intende per “merito”, e come intende portarlo avanti nella scuola?
La scuola del merito è quella che valorizza i talenti di ognuno, le diverse abilità e le diverse attitudini. Decisiva è dunque un’educazione sempre più personalizzata, che consenta a ogni studente di esprimersi al meglio. Per fare questo ho iniziato prevedendo il docente tutor e puntando molto su nuove e più incisive forme di orientamento. Una prima risposta concreta sono proprio le linee guida sull'orientamento da me firmate prima di Natale.

Quello dell’inclusione degli studenti disabili è un tema importante e sentito da centinaia di migliaia di famiglie. Che cosa si può fare per migliorare la situazione?
Il tema della disabilità mi è particolarmente caro. E’ un tema di civiltà, di umanità nel senso più pieno e più alto del termine. Il grado di civiltà di un Paese, di una società, si misura certamente anche dal modo in cui vengono realmente incluse le persone con disabilità. Dobbiamo fare di più. In particolare, dobbiamo concentrarci su tre problemi.  Il primo è quello della discontinuità del rapporto tra alunno e insegnante di sostegno, a causa dei troppi cambi di insegnante che avvengono durante il ciclo scolastico. Il secondo è quello dell’insufficienza numerica dei docenti di sostegno. Il terzo è quello della loro disomogenea, e tuttora scarsa, formazione specializzata. Grazie ai fondi previsti per l’edilizia scolastica, provvederemo infine alla rimozione di tutte le barriere architettoniche nelle scuole italiane.

Che prospettive vede per il suo ministero, per il 2023?
In appena due mesi sono state fatte cose importanti. Il rinnovo del contratto di lavoro, che è stato il più favorevole da molti anni a questa parte, lo sblocco dei fondi PNRR e il loro ulteriore aumento, con mia autonoma iniziativa, per l’edilizia scolastica, le nuove linee guida per l’orientamento, l’avvio di una vera e propria diplomazia della scuola, che farà dell’Italia un importante punto di riferimento in particolare per i Paesi africani, e non solo. Nel 2023 porteremo a compimento quanto iniziato, e ci concentreremo, fra l'altro, su reclutamento, riforma del canale tecnico professionale, riforma del sostegno, lotta alla dispersione scolastica, contrasto dei fenomeni di bullismo.


 

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