Il bivio Lega-MaC: accontentarsi o osare? - Affaritaliani.it

Politica

Ultimo aggiornamento: 16:59

Il bivio Lega-MaC: accontentarsi o osare?

E mentre il generale Vannacci ragiona su come condurre il MaC verso la politica, cresce il peso della Legione del Castello

di Sara Barni


Forse anche per questo molti sussurrano il nome di Luca Sforzini come Presidente per il 2026


Molto spesso i governi vanno in crisi sulla politica estera. Ancora di più che su quella economica. La situazione in Ucraina e’ divisiva rispetto le sensibilità delle forze politiche che sostengono la maggioranza. Ad affaritaliani il generale Vannacci aveva già fatto presente in modo deciso la sua contrarietà all’invio di armi alla Ucraina: “A forza di acrobazie lessicali - ha dichiarato il generale -  si continua a sostenere una guerra che non si vince, invece di puntare con decisione sulla negoziazione. Nel frattempo risorse fondamentali vengono sottratte a sanità, sicurezza, lavoro, pensioni, infrastrutture, scuola e ricerca. No a nuove armi. No a truppe italiane in Ucraina. No a fondi pubblici bruciati mentre i problemi reali restano irrisolti. Ora la parola passa al Parlamento. Mi auguro che non approvi".

A ciò si aggiungono le fibrillazioni interne a Forza Italia col tentato mancato golpe di Occhiuto nei confronti di Tajani e la bomba Corona che è esplosa per ora solo su Signorini a pochi centimetri da Mediaset. E chissà che non siano in arrivo altre granate e droni che vadano a colpire proprio l’interno della azienda con inevitabili contraccolpi anche dentro al partito e alla sua posizione rispetto al sostegno al governo Meloni. Questo crea un ambiente potenzialmente esplosivo non scevro da accelerazioni. A questo punto diventa dirimente per il generale Vannacci farsi trovare pronto a qualsiasi evento imprevisto, compresa anche una crisi di governo con elezioni anticipate alla primavera 2026.

I preparativi per condurre il Movimento il Mondo al Contrario sempre di più dentro al Sistema politico sono già in atto da tempo. Ma il punto da capire e’ se, in caso di elezioni anticipate, il generale abbia il coraggio di andare fino in fondo e trasformare il Mac in lista elettorale oppure se si accontenterà’ per quieto vivere dei posti che Salvini - con tutta la Lega contraria - elargira’ comunque  a lui e ai suoi uomini: c’è’ da scommettere che coi chiari di luna in cui oggi versa la Lega saranno pochissimi. Nonostante Vannacci abbia pesato in termini elettorali ben 1/3 abbondante del valore complessivo della intera Lega, salvando la faccia a Salvini.  

In ogni caso, il Mac e’ gia’ in fermento da tempo e negli ambienti che stanno lavorando alla possibile evoluzione del Movimento Il Mondo al Contrario in forza politica strutturata per il 2026, si è aperto il tema di una leadership riconoscibile e inclusiva che possa far accelerare il processo di consenso e adesioni al movimento. E dietro le dichiarazioni ufficiali, i racconti formali e la prudenza pubblica, il lavoro vero si sta già muovendo: contatti, riunioni riservate, riflessioni strategiche. È lì che in molti sussurrano il nome di Luca Sforzini come Presidente al posto del dimissionario De Angelis. 

Chi conosce bene le dinamiche interne racconta che il 2026 viene percepito come “anno spartiacque”: o il movimento resta esperienza esclusivamente culturale e simbolica, oppure compie il salto politico entrando stabilmente nella competizione nazionale.

Ma per fare questo serve una guida che non sia espressione soltanto militante. Serve una figura capace di dare al progetto riconoscibilità pubblica, solidità culturale, affidabilità politica, capacità di dialogo. 
Ed e’ qui che molti occhi interni si stanno posando su Sforzini per la fase due del movimento. 
«Serve qualcuno che non venga percepito come un semplice capo politico, ma come il garante di una visione. Qualcuno - dice un dirigente che ci ha chiesto di rimanere per ora anonimo - che sappia parlare alle persone che credono in identità, tradizione, ordine e merito… ma senza confinare il movimento in un recinto ideologico. In molti guardano a Sforzini proprio per questo».
Tradotto: serve leadership, ma anche profondità. Ed equilibrio. Secondo diversi osservatori, tre elementi stanno spingendo il suo nome.
1) Il peso culturale.
Sforzini potrebbe portare un tipo di legittimazione che non nasce dalla burocrazia politica, ma da un lavoro di pensiero, di simboli, di cornici interpretative. In un movimento che nasce da un universo culturale prima ancora che da un’organizzazione partitica, questo pesa.
2) La capacità di tenere insieme mondi diversi.
Chi segue il dossier parla di una figura capace di dialogare tanto con il Nord produttivo quanto con il mondo culturale e identitario. Non un “capo di fazione”, ma un centro di gravità.
3) La credibilità pubblica.
Presenza mediatica crescente, capacità narrativa, immagine riconoscibile: quello che serve oggi per rendere un movimento “visibile” e distinto dal rumore di fondo della politica.
Alcuni ambienti spingono per una guida radicalmente politica, altri temono che questo snaturi la dimensione originaria del movimento. In mezzo, l’ipotesi Sforzini viene vista da molti come la possibile sintesi, un eccellente punto di mediazione. 
Una figura che non rinuncia alla carica identitaria del movimento, ma puntando anche sulla cultura, la rende spendibile sul piano politico.
Chi immagina il Mondo al Contrario nel 2026 lo vede così:
non solo protesta, non solo simbolo, ma proposta strutturata
E qui il nome di Luca Sforzini appare come garanzia di “profondità + pragmatismo”.
Conclusione
Le prossime settimane e mesi diranno se questa convergenza diventerà scelta. Ma se oggi si ascoltano con attenzione i corridoi del movimento, tra chi pensa la strategia e chi costruisce la macchina organizzativa, la sensazione è che il vento stia andando in quella direzione.
Perché — sintetizza una voce interna — «se si deve scegliere una figura che renda il movimento competitivo, riconoscibile e culturalmente forte nel 2026, oggi il profilo che convince più di tutti è quello di Luca Sforzini».
Sullo sfondo comunque la partita vera  - che e’ tutta e solo nelle mani del generale Vannacci -  di fronte al bivio se trasformare il Mac in partito politico o rimanere corrente interna alla Lega,  rimane se accontentarsi o osare.