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Politica
Zinga: "Nuove restrizioni? Ok ma mirate. Stop a scuola ora per salvare l'anno"

"La filosofia e' quella di concertare" per operare "in equilibrio" regole che "non siano invasive ma stringenti sulle relazioni tra individui. Regole legate al tasso di contagio dei territori". Lo ha detto, riferendosi alle misure allo studio per combattere il coronavirus, il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Intervistato da Lucia Annunziata a Mezzora in piu', il presidente della regione Lazio ha anche aggiunto che, qualora fosse necessario, non si sentirebbe "offeso" in caso di restrizioni riguardanti il territorio da lui amministrato.

"Quello che oggi ha detto Mattarella mi ha fatto piacere", ha proseguito Zingaretti, "puliamo il tavolo dalle polemiche. Occorre fare tutto il necessario per abbassare la curva" dei contagi, "abbiamo avuto 500 morti negli ultimi due giorni, se la curva resta quella di oggi tra qualche settimana i posti in ospedale saranno esauriti". Bisogna insomma incidere "sui contatti" perche' "se non c'e' rispetto per le regole" sara' stato tutto inutile. Non a caso questa notte le forze dell'ordine hanno operato interventi per chiudere feste "con 90 persone": "non si tratta di criminalizzare nessuno, ma far presente che non vale il principio per cui il momento dopo che e' stata fatta una regola si deve trovare il modo per violarla". Ci vuole "Ci'chiarezza sulle regole", e lo dimostra il fatto che "nella prima ondata ci ha salvato l'estrema responsabilita' degli individui". Inoltre quanto sta avvenendo dimostra che "i provvedimenti mirati servono", come nel caso della provincia di Latina, dove "tre settimane fa abbiamo introdotto delle restrizioni" a fronte di una situazione preoccupante ed "oggi e' il luogo in cui la curva del contagio sta migliorando".

Quanto alla scuola Zingaretti sostiene che "Una settimana di chiusura" decisa di fronte ad una oggettiva necessita' "puo' salvare un anno scolastico", "30 giorni di chiusura per un teatro o un cinema possono salvare un'intera stagione". Ovviamente, ha aggiunto, "non bisogna lasciare da sole le persone" e chi "soffre in silenzio" come quanti vedono in difficolta' la propria attivita' economica". Ma si ricordi che "se esplode il contagio, non riapriranno mai". Zingaretti ha escluso nell'immediato il lockdown, che e' una "misura che blocca tutte le attivita'".

 

"Ho avuto amici che sono morti per il Covid, io vivo questo periodo determinato a combattere perchè la situazione è allarmante ma sono anche un po' amareggiato, abbiamo vissuto questi mesi anche un po' dentro una retorica secondo la quale tornare a vivere significava non rispettare le regole", è quanto ha detto Nicola Zingaretti sempre a Mezz'ora in Più. "Dobbiamo tornare ad abbassare il numero delle relazioni sociali con le regole, se non c'è la responsabilità il risultato non ci sarà, non si tratta di criminalizzare qualcuno ma di capire che il virus si basa sulla interdipendenza degli individui" ha osservato. "La storia di questi otto mesi non è stata a senso unico, sono stato massacrato perchè ho detto no al pubblico negli stadi... combattiamo in un clima nuovo, il nemico è il virus non le regole che ci diamo per combatterlo", ha concluso. 

"Dobbiamo tornare ad abbassare il numero delle relazioni sociali con le regole, ma se non c'e'responsabilita' il risultato non ci sara'. Questa notte le forze dell'ordine hanno interrotto feste di Halloween con centinaia di personeche ballavano senza mascherina. Quello che ci ha salvato nella primaondata e' stata l'incredibile responsabilita' di tutti", ha sottolineato Zingaretti.

"Il dibattito c'e' stato e c'e', ma l'importante e' che nelle prossime 48 ore si chiuda. La differenza era sul come. Ho difeso la chiusura dei teatri e dei cinema ma non accetto di essere accusato di essere contro la cultura. E' palese che c'e' stata un'aggressione di chi si toglieva la mascherina", ha precisato' il segretario del Pd parlando dei distinguo all'interno della maggioranza. "Abbiamo bisogno di un clima diverso su Recovery Fund, non solo sul Covid. Non possiamo tornare alla situazione pre-Covid: era un Italia troppo ingiusta che cresceva poco. Ora pensare a un paese diverso totalmente. Su punti strategici sulla vita umana e sugli investimenti Ue dovremmo cercare un confronto con l'opposizione. A me dispiace che si sia rifiutata la cabina di regia,va bene, niente cabina di regia, ma rimanga la sostanza. E' un tentativo da portare avanti". "La vedo difficile, creare un luogo di confronto permanente, ma almeno un cambio di clima", aggiunge Zingaretti. "Credo che presto sia possibile arrivare a un tavolo", conclude.

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