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E' addio alle oliere Ora, tappo antirabbocco

Oliera addio in bar, mense, ristoranti e pizzerie dall’inizio della settimana con l’entrata in vigore dell'obbligo del tappo antirabbocco, per i contenitori di olio extra vergine di oliva serviti in tutti i pubblici esercizi, grazie alla legge europea 2013 bis pubblicata sul supplemento n.83 della Gazzetta Ufficiale 261, che fa scattare il divieto di utilizzare le tradizionali oliere con multe fino a 8.000 euro per evitare che vengano riempite o allungate con prodotti diversi da quelli indicati, come purtroppo troppo spesso avviene.

Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato nell'etichetta. La legge prevede anche sanzioni per chi non userà oliere con tappo antirabbocco che vanno da 1 a 8mila euro e la confisca del prodotto.

Tappo Antirabbocco2
 

“Ciò eviterà che possano essere “allungate” o addirittura riempite ex novo con prodotti che non hanno nulla a che vedere con l’olio inizialmente contenuto. Ringraziamo, tra gli altri, l’On. pugliese Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione anti contraffazione, per aver sostenuto in maniera forte la nostra battaglia. Il provvedimento in vigore in un momento molto delicato per l’olivicoltura pugliese che sta risentendo del calo medio della produzione di olive di oltre il 35%, con punte, in alcuni areali, fino al 50%.   Il prezzo elevato (fino a 7 uro l chilo) e la raccolta in forte calo sono alla base dei furti a raffica nei campi”. E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ad esprimere soddisfazione per l’operatività piena del provvedimento tanto atteso.

La norma approvata prevede che gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato in etichetta.

“E’ uno scacco importante alla lobby dei furbetti dell’agroalimentare – continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – che spacciano in ristoranti, pizzerie, mense e bar oli di dubbia provenienza e qualità per ‘extravergine made in Italy’. La Puglia è crocevia di traffici e triangolazioni come dimostrato dalle ripetute denunce di frodi e sofisticazioni e dai sequestri di prodotto adulterato, effettuati dalle forze dell’ordine a partire da NAS, NAC e Corpo forestale dello Stato. In Puglia la PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario è pari al 20% della totale PLV del settore agricolo, per un valore di 600 milioni di euro, così come il comparto partecipa alla composizione del Prodotto Interno Lordo dell’intera ricchezza regionale per il 3%".

"L’Italia è il primo importatore mondiale di olio, proveniente per il 74% dalla Spagna, il 15% dalla Grecia e per il 7% dalla Tunisia. Gli oli di oliva importati in Italia vengono, infatti, mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati internazionali”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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