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Elezioni. Nasce il Centro Aggressivo

di Antonio V. Gelormini

Le grandi manovre sono state avviate da un pezzo. Le alleanze per affrontare la bufera che si preannuncia dopo il "liberi tutti", all'indomani dell'elezione del Presidente della Repubblica, e in funzione di quello che la nuova legge elettorale sarà, determineranno la tenuta di schieramenti, correnti, dei leader e degli stessi partiti: piccoli o grandi che siano.

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La realtà italiana è complessa e ogni semplificazione, soprattutto negli ultimi tempi, risulta inadeguata ad imbrigliarne capricci, sorprese e delusioni diffuse. Michele Emiliano lo ha capito da tempo e, giocando d'anticipo, ha cominciato a tessere la sua tela. Certo, con l'obiettivo prossimo delle elezioni regionali, per la successione di Nichi Vendola alla guida della Regione Puglia, ma più il tempo passa e più la tela si allarga. Ed ora è evidente che la sua ha una trama che va bel al di là del solo ambito pugliese.

Il progetto è nazionale e la conferma, se davvero del riscontro ce ne fosse bisogno, si è composta al podio del Nicolaus Hotel di Bari, durante l'incontro organizzato da Realtà Italia e Centro Democratico.

L'occasione annunciava la formazione e la presentazione di liste congiunte alle prossime regionali di maggio, a sostegno -in Puglia - della candidatura alla presidenza della Regione Puglia di Michele Emiliano.

Ma l'arrivo nel capoluogo levantino di Angelo Sanza, Lorenzo Dellai e Bruno Tabacci, seppur a dar lustro all'iniziativa politica di Giacomo Olivieri, Tommy Attanasio e Ninni Borzillo, in un periodo ancora lontano dalle giornate di fuoco della campagna elettorale, faceva presagire qualcosa di più strategico in atto. E le tessere significative dei tre leader di centro sono andate a incastonarsi, rendendo più chiaro, il mosaico che con certosina perizia si va componendo.

Il dissolvimento all'orizzonte di Forza Italia e della galassia tenuta insieme sotto varie declinazioni e sigle elettorali, darà vita - e in alcuni casi ha già dato vita - a un processo di pellegrinaggio di orfani politici, che dovrà in qualche modo essere intercettato. La formazione di una coalizione di centrosinistra, la cui golden share non potrà più essere "rosso fuoco", si prefigge di conquistare il centro della scena in forma e carattere più dinamico. In linea con i tempi che corrono e in prospettiva decisamente più europea.

Nasce il "Centro Aggressivo", un centro intraprendente e chiaramente più "vivace", che non intende coprirsi col plaid dei "moderati". Perchè, come dice Bruno Tabacci: "Per affrontare problemi maledettamente seri, non c'è bisogno di moderati. Ma di piglio decisivo e competente. Nonché di una buona dose di spregiudicatezza", magari accompagnata dallo spirito vispo e lungimirante della gente del Sud.

Ed ecco che il profilo del futuro leader di questa nuova e ambiziosa coalizione è delineato, e Angelo Sanza - nel confermare la fedeltà sua e del suo gruppo allo "sguardo degasperiano" di sempre - ha gioco facile a suggerire, ipotizzandolo, che il futuro presidente di questa coalizione larga, potrebbe essere proprio Michele Emiliano.

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La sala gremita applaude e si stringe attorno al nuovo vicesindaco di Bari, Vincenzo Brandi, a testimonianza del ruolo concretamente operativo di Realtà Italia nella maggioranza di governo cittadino, checché ne dica il capogruppo in Consiglio regionale di Sel, Michele Losappio, bacchettato prima da Olivieri e poi da Emiliano: "Lamenta uno spostamento a centro della Giunta Decaro, per il solo fatto che ad uno degli assessori, organico alla stessa Giunta, sia stata affidata la seconda carica municipale".

La sintesi della serata resta fissata nei due punti riassunti dagli ospiti illustri: dal tandem Dellai-Tabacci (arrivati apposta dal Nord) e da Angelo Sanza, a cui bisogna agganciare l'incontro di Emiliano, una settimana fa - sempre al Nicolaus Hotel - con Gianni Pittella, che col suo "Laboratorio Democratico" offre innesti catalizzatori al processo in corso, oltre allo stimolo della sponda europea.

Michele Emiliano, come ha già annunciato e come prevede lo Statuto del PD, non sarà più Segretario Regionale se approderà a lungomare Nazario Sauro. Ma la presidenza del Centro Aggressivo non prevederebbe alcuna incompatibilità. Almeno al momento!

(gelormini@affaritaliani.it)

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