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Persiste la preoccupazione dei cittadini pugliesi a proposito dell’autorizzazione del Governo, per decreto legge, alla costruzione di due nuove discariche per rifiuti speciali a Statte, a pochi chilometri dalla stessa Taranto. “L'incontro con il Ministro Orlando ha permesso di chiarirci le idee sul percorso che si va delineando in merito alle vicende che riguardano lo stabilimento Ilva di Taranto, nello specifico le discariche interne all'area, e che tengono in apprensione cittadini ed istituzioni”. Fiduciose le ultime dichiarazioni dell'Assessore alla Qualità dell'Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, al termine dell'incontro col Ministro dell'Ambiente. Un gatto che si morde la coda, insomma, costretto per di più ad un incerto destreggiarsi tra funamboli: lo stesso territorio sul quale dovrebbero sorgere le due discariche, infatti, è al centro di quattro arresti per concussione.

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“Nel corso dell'incontro abbiamo avuto modo di rappresentare tutte le nostre perplessità. Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal Ministro – ha precisato Nicastro – che non vi sia la volontà da parte del Governo di esautorare gli enti locali dal controllo sulle attività di autorizzazione, realizzazione e conduzione dei siti di conferimento individuati all'interno del perimetro di Ilva. Nella prossima settimana tutti i soggetti interessati saranno convocati sul tema per individuare un percorso comune sulle procedure”.

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L’iter del decreto Ilva preoccupa anche gli enti locali: “Pur confortati da questo coinvolgimento – ha spiegato Nicastro -, che riteniamo un naturale esercizio delle funzioni di controllo ambientale attribuite agli enti locali, abbiamo ritenuto di non cedere sull'importanza di autorizzare correttamente le discariche come Bat (Best Avaible Technologies) nell'Autorizzazione Integrata Ambientale”. E su questo punto, l’Assessore ha spiegato alla stampa di avere ottenuto un segnale positivo da parte del Governo: l’eliminazione del comma che riguarda la procedura semplificata di autorizzazione, nella fase di conversione in legge del decreto. “Nessuna volontà di individuare percorsi eccezionali dal punto di vista della normativa ambientale”, ha precisato il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, spiegando di essere dalla stessa parte della barricata al fianco degli enti locali.

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"La ragione ispiratrice della norma - ha dichiarato il Ministro - è stata la preoccupazione che l'attività di risanamento ambientale dell'Ilva si interrompesse in assenza di luoghi nei quali collocare il materiale risultante dalla bonifica. La norma era necessaria per rispondere alle prescrizione sull'impiantistica contenute nell'Aia ma se ci saranno le condizioni di un accordo ordinario tra enti competenti potrà anche non essere utilizzata''. In parole povere, la messa in sicurezza dell’impianto siderurgico, come i lavori dell’Aia, devono continuare ma queste operazioni comporteranno la produzione di rifiuti. Rifiuti che necessiteranno di essere smaltiti. E qui, ancora una volta, il gatto proprio non vuole saperne di non mordersi la coda: le discariche sarebbero la conditio sine qua non per l’avanzamento dei lavori - il tutto sarebbe a carico dell’Ilva -, ma persiste la poca chiarezza sugli eventuali effetti delle due nuove costruzioni sul territorio. La domanda che tutti stanno ponendo, infine, rimane la stessa: perché adottare con tale fretta un provvedimento? La delicatezza della questione Taranto suggerirebbe almeno una più accurata riflessione.

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