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Il Piano Industriale quinquennale, presentato dalla Natuzzi nella sede di Confindustria a Roma, è inclemente e vede 1726 esuberi (di cui 146 impiegati) e la chiusura di tre stabilimenti: quello di Ginosa in provincia di Taranto, di Jesce 1 e La Martella a Matera.

“1726 unità lavorative saranno licenziate negli stabilimenti dell'area murgiana”. A renderlo noto è il Segretario generale della Filca Cisl di Puglia, Crescenzio Gallo, nel corso della presentazione del Piano industriale Natuzzi che si è tenuto oggi a Roma. “E’ stato il consulente per la riorganizzazione del gruppo Natuzzi, Domenico Massaro – spiega Gallo – ad annunciare che l'azienda potrà essere competitiva nei prossimi 5 anni solo a condizione che si proceda ai licenziamenti”.

Natuzzi ha così messo la parola fine a qualsiasi altra forma di discussione per ''salvaguardare la posizione di 2.789 lavoratori, di cui 1.449 interni e 1.340 nell'indotto''. L’azienda ha anche ribadito ai sindacati la necessità sì di “salvaguardare l'azienda” ma anche e soprattutto di ''costi industriali'' maggiori rispetto a competitor stranieri e ''concorrenti sleali'' nel distretto pugliese-lucano. L’azienda ha spiegato: "Gli attuali organici in Italia non sono più sostenibili e tecnicamente non possono più essere gestiti attraverso la Cassa Integrazione Straordinaria, che ha già coinvolto circa 1.450 collaboratori nel 2012, dei quali 674 a zero ore". “Il gruppo negli ultimi sei anni – hanno chiarito i dirigenti della Natuzzi - ha registrato un Ebit (il risultato prima degli oneri finanziari e delle tasse) negativo per circa 140 milioni di euro, largamente imputabile agli elevati costi industriali e all'altissimo costo del lavoro”.

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La Natuzzi però, secondo la Filca Cisl di Puglia, non ha fatto alcun accenno all'Accordo di programma Murgia, che oltretutto prevede risorse per ben 101 milioni di euro, spiegando che “le lettere di licenziamento per i 1726 esuberi partiranno entrò questa settimana”. “La Filca Cisl di Puglia – osserva Gallo – teme che la Natuzzi abbia, con questo Piano industriale, iniziato il suo disimpegno nell'area murgiana, tralasciando le responsabilità sociali e l'impegno dichiarato presso la Regione Puglia il 19 Giugno scorso circa il rilancio delle proprie aziende”.

Natuzzi i divani made in Italy alle prese con la crisi h partb

Immediata la reazione del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: “Ho chiesto al Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, l’immediata convocazione, presso il ministero, di un Tavolo nazionale dedicato alla ricerca di possibili soluzioni per la vertenza Natuzzi. Il piano industriale presentato a Roma, presso la sede di Confindustria, è un piano di lacrime e sangue, che va oltre ogni ragionevole condivisione”.

Vendola ha respinto al mittente le critiche arrivate da più parti, tra opposizione ed i lavoratori stessi, di una politica regionale poco incisiva: “La vertenza Natuzzi è anche la conseguenza di troppi anni di latitanza di politiche industriali. Vorrei rassicurare tutti i lavoratori che la Task force regionale per l’occupazione, e la Giunta regionale nel suo complesso, saranno sempre al loro fianco per percorrerre insieme tutte le strade possibili e necessarie per l’individuazione di soluzioni positive. Intanto, ho già chiesto all’assessore regionale al Lavoro Leo Caroli di convocare quanto prima tutti i sindacati per fare il punto della situazione”.

Non è mancata una stilettata finale rivolta all’azienda, da parte del Governatore: “Vorrei infine ricordare, anche a Pasquale Natuzzi, il lavoro straordinario e faticoso che abbiamo dovuto portare avanti in questi anni per chiudere l’Accordo di Programma sul mobile imbottito della Murgia, accordo che prevede risorse per ben 101 milioni di euro”. La Filca Cisl di Puglia ha annunciato nel frattempo che da domani, presso le sedi di produzione della Natuzzi, si svolgeranno assemblee dei lavoratori mentre sarà allestito un presidio permanente davanti i cancelli dell’azienda a Santeramo.

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