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Politica, Ceglie Messapica Un laboratorio civico

Premetto subito che il direttore di questo giornale, Angelo Maria Perrino, ha più volte pregato di lasciare il quotidiano fuori dalla vicenda politica personale, che lo vede coinvolto nel paese d'origine, Ceglie Messapica, nella corsa civica per quel Palazzo di Città.

Ma l'analista politico e la deontologia professionale fanno fatica a rimanere "nel limbo", quando commenti e notizie animano la cronaca politica quotidiana e campeggiano sulle pagine degli altri organi d'informazione regionali. Ceglie Messapica sta diventando una sorta di laboratorio politico, come spesso accade nei centri più piccoli, dove la lente analitica mette in evidenza processi in embrione, che potrebbero diventare - in seguito - modelli di strategia e tattica politica, per ambiti di livello decisamente superiore.

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"Io ho qualche remora a coinvolgere il giornale in una cosa personale",  ripete da tempo Perrino, "La mia è una candidatura civica e indipendente e vuol essere davvero un laboratorio di cittadinanza attiva, di sovranità e autonomia amministrativa. In questo vedo molta continuità con l'indipendenza del giornale e coerenza col mio percorso biografico, personale e professionale".

L'impressione, però, che a Ceglie Messapica - come altrove - le liturgie di partito possano ancora una volta prevalere sull'essenzialità concreta del bene e del meglio dei contesti territoriali di competenza, è ancora abbastanza forte e le testimonianze fornite 'trasversalmente' dalle dirigenze e dagli apparati di partito, non confortano e spesso non fanno che accrescere mortificazioni e disinteresse al voto.

E così, la messa in scena sotto le luci della ribalta cegliese vede un centrodestra in frantumi, con invettive reciproche tra i suoi esponenti di spicco, e l'emergere di contraddizioni e paradossi che rischiano di avere la meglio su programmi elettorali, sulla credibilità dei candidati, nonchè sulla partecipazione dei cittadini.

Un coro quasi assordante di apprezzamenti, elogi e riconoscimenti di stima - anche questi 'trasversali' - per il candidato Perrino, che non riesce però a tradursi in conferma e testimonianza di confluenza unitaria nella proposta finale dell'urna.

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In Forza Italia il senatore Pietro Iurlaro ripete che "Angelo Maria Perrino è persona per bene e legittimata, come ogni cittadino, a concorrere alla carica di Sindaco", ma nel contempo attacca il collega di partito, onorevole Nicola Ciracì, che ha deciso di sostenere la stessa candidatura supportata da un largo fronte di liste civiche.

"Ciracì ha agito per sua iniziativa personale", denuncia Iurlaro, "Senza, questo sia chiaro, passare per gli organi provinciali competenti di cui, anche lui, faceva parte. Lo ha fatto, anche, ignorando la richiesta di primarie arrivata più volte proprio dalla “base” di Forza Italia.  Da lui stesso ancor più volte invocate, certo, ma solo sul piano regionale. A proposito di coerenza”. E poi aggiunge: "Forza Italia ha scelto. Ha scelto di puntare su Ceglie e sui cegliesi, stringendosi attorno al sindaco uscente".

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Liturgie e ripicche interne, che incorociano l'imbarazzo dello stesso Commissario di FI in Puglia, Luigi Vitali: "Sento di dover precisare alcune dichiarazioni in merito all'amico Angelo Perrino, che comunque mi sento di ringraziare per il suo garbo e la delicatezza usata in questa vicenda. Io, che con lui ho studiato al liceo classico di Francavilla Fontana negli anni '70, ho ricevuto soltanto una telefonata un mese fa con cui mi veniva comunicato un incontro che invece non è mai avvenuto. Insomma, ha ragione lui. E quanto accaduto non ha niente a che vedere con la sua persona".

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Il ritornello, come in ogni motivo, si ripete. Grande considerazione, ma la prassi prevede un rituale canononico che è meglio non stravolgere. E' per questo che forse, proprio da Ceglie Messapica sarà il caso di fare focus su questa tornata elettorale regionale e locale, che rischia di rappresentare una svolta per le future ripercussioni sull'assetto politico-istituzionale dell'intero Paese.

L'idea è qiuella di aprire uno spazio dedicato, alimentandolo di racconti, foto, video, raccolti durante la campagna elettorale e di analisi, che attraverso Ceglie ed altri comuni provino a scrutare nelle pieghe di una politica, che vede ormai forme-partito obsolete, come FI e lo stesso PD, a rischio sgretolamento. Si aprono spazi per nuove forme di civismo, spinte dalla forza propolsuva dei bisogni dalla gente e capaci di svegliare e trainare entusiasmi assopiti. Un orizzonte, che da Bari - per esempio - Michele Emiliano ha inquadrato da tempo, modulando di conseguenza la sua strategia elettorale, anche in funzione dei risvolti politici che ne scaturiranno.

La sensazione che la politica possa tornare ad essere fatta in loco, e non decisa a Roma o ad Arcore, è la speranza a cui sono ormai in tanti a voler legare il destino del Sud e della sua gente.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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