Chi resta firma il primato delle tecnolgie: primi in Italia per uso di computer portatili e smartphone per grande crescita dei servizi on line.. pur di evitare la fila alle Poste. Per i ragazzi il wifi vale quanto l’illuminazione pubblica. LA RICERCA
di Fabio Carosi
Se dovesse verificarsi sarebbe paragonabile a un esodo biblico. Una fuga in massa da una città che non dà prospettive per trovare lavoro, dove i servizi sono carenti e dove il costo della vita è sempre più alto. E se poi non si ha lavoro il “caro Roma” diventa un dramma.
L’Agenda urbana per Roma, l’istantanea scattata dal Censis in un ricerca che ha sondato, ma neanche tanto a fondo lo scenario romano, è imbarazzante. Chi vorrebbe che “tutte le strade portassero ovunque tranne che nella città eterna”, sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per loro va bene qualsiasi altra città ma anche il classico espatrio. La focale della ricerca, presentata al sindaco Ignazio Marino dal direttore del Censis Giuseppe Roma, prosegue sull’onda della diaspora romana.

Dunque, poco meno della metà dei romani è pronta a fare le valige e ad andarsene (41%) e tra questi il 13 per cento lo farebbe proprio per trovare lavoro. Chi vorrebbe bus, acqua, adsl, gestione dei rifiuti in chiave moderna è l’11 per cento dei cives che spera di trovarli in altre città. L’annosa vicenda della sicurezza suggerisce ad un significativo 8 per cento di fuggire verso realtà meno pressate dalla criminalità organizzata e dalla microcriminalità.
Il quadro che Giuseppe Roma ha consegnato al primo cittadino, arrivato nella sede della Camera di Commercio con la consueta scorta di vigili ciclisti e a bordo della sua fiammante due ruote superaccessoriata e realizzata in leghe aeronautiche, è una città stordita dalla crisi economica, dove l’aspetto più critico è rappresentato dalla morìa di negozi e dove quasi 7 su 10 ha capito che che qualcosa non andava per il verso giusto guardando il decadimento dei servizi. Nella metropoli che ha ancora una capacità residua di attrarre +8% di incremento di residenti, cambia il genoma originario. Sempre meno romani e una crescita incredibile del 128 per cento di residenti stranieri. E’ grazie a loro che il saldo tra chi entra e chi esce dalla città eterna si mantiene positivo. Senza il nuovo popolo, Roma sarebbe avviata anche alla decadenza demografica.

In questo scenario di recessione, spicca un dato notevole: i nipotini di Giulio cesare hanno una spiccata propensione all’uso della tecnologia, forse perché funziona come controaltare alla vetustà urbana. Così il 55 per cento usa sistematicamente un personal computer portatile, il 37 per cento ha in tasca uno smartphone e almeno due persone su 10 che incrociamo in strada o nell’ascensore custodiscono nella borsa un tablet. Secondo il Censis questi numeri fanno dei romani dei veri fenomeni nazionali dell’era digitale. E i risultati ci sono: pur di non fare la fila alla posta per pagare bollette e bollettini il 45 per cento della popolazione chiede aiuto alla banca, il 17 va dal tabaccaio e il 7 per cento lo fa on line. Un ottimo presupposto per l’innovazione, tant’è che tra i giovanissimi il wifi è considerato uno strumento al pari dell’illuminazione pubblica.
