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Bus turistici: questa è la verità

Ciò che mi spinge a scrivere è non solo lo spirito di difesa della categoria che è insito in ogni Sindacato, ma anche l’atteggiamento totalmente e unilateralmente dispregiativo da parte della stampa italiana verso un settore, come quello dei bus turistici, che da sempre è stato motore dell’economia turistica italiana.
Le associazioni di categoria che rappresentano i pullman turistici, o meglio le società che esercitano tale attività, in questi anni hanno rinunciato alla libertà di movimento, che pure gli sarebbe riconosciuta dalla Costituzione e dalla Normativa comunitaria, accettando una regolamentazione rigorosa che limita di molto l’accesso alla zone di maggior interesse storico della città di Roma in particolare (zona all’interno delle MURA AURELIANE).
Non ultimo la recente riorganizzazione della viabilità intorno al Vaticano che ha visto la rinuncia agli stalli di via della Conciliazione e Piazza Risorgimento a fronte di alternative che tenessero conto delle problematiche della zona.
Ciò che mi spinge a scrivere è non solo lo spirito di difesa della categoria che è insito in ogni Sindacato, ma anche l’atteggiamento totalmente e unilateralmente dispregiativo da parte della stampa italiana verso un settore, come quello dei bus turistici, che da sempre è stato motore dell’economia turistica italiana.
Le associazioni di categoria che rappresentano i pullman turistici, o meglio le società che esercitano tale attività, in questi anni hanno rinunciato alla libertà di movimento, che pure gli sarebbe riconosciuta dalla Costituzione e dalla Normativa comunitaria, accettando una regolamentazione rigorosa che limita di molto l’accesso alla zone di maggior interesse storico della città di Roma in particolare (zona all’interno delle MURA AURELIANE).
Non ultimo la recente riorganizzazione della viabilità intorno al Vaticano che ha visto la rinuncia agli stalli di via della Conciliazione e Piazza Risorgimento a fronte di alternative che tenessero conto delle problematiche della zona.
In tutto il mondo, gli autobus turistici costituiscono un mezzo fondamentale per una visita alle grandi città, in quanto consentono di fornire al turista servizi irrinunciabili, quali l’accompagnamento presso gli alberghi del centro città con scarico (ed alla partenza carico) della persona e dei bagagli, escursione e gita fuori città (chiunque nella vita ha viaggiato almeno una volta nei nostri pullman), visita e accompagnamento, con o senza guida, presso i monumenti e luoghi più significativi, giro della città.
A tutt’oggi in nessuna città del Mondo è interdetta in maniera così assoluta, come a Roma, la circolazione degli autobus turistici; i pochi esperimenti che città europee hanno effettuato in tal senso, si sono sempre risolti in un fallimento (basti pensare che a Parigi è possibile arrivare fino alla Torre Eiffel).
La ragione è ovvia: l’uso dei bus turistici è indispensabile, irrinunciabile ed infungibile per la quasi totalità del turismo organizzato, fatto, tra l’altro, specificato anche nei lavori preparatori della Legge 218/2003 “Disciplina dell’attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente”. I turisti che si affidano ai viaggi organizzati per la visita della città hanno l’esigenza di essere accompagnati, guidati, assistiti per i motivi più disparati (portatori di handicap, pellegrini, elevata età del turista, ignoranza dei luoghi, timore di perdersi, necessità di avere punti di riferimento, necessità di confort, sicurezza personale) e solo i pullman turistici sono in grado di poter offrire un servizio che si adatti di volta in volta alle esigenze di tutti.
In altre parole, mentre il turista “fai da te”è solitamente giovane o ha l’attitudine a viaggiare, conoscenza e spirito di avventura, e per sue caratteristiche riesce a spostarsi in modo autonomo, viceversa il turista che ricorre al viaggio organizzato possiede caratteristiche diametralmente opposte, inconciliabili con un sistema che impedisca ai pullman l’ingresso in città.
Costringere il turista “sedentario” a diventare “fai da te” è un esercizio impossibile, nel quale nessuno si è cimentato con successo e sentire da parte della stampa affermazioni contrarie, non basate su fatti, ci lascia alquanto perplessi.
Detto ciò, pur consapevoli della necessità di adeguarsi alle esigenze di tutti i cittadini, circostanza che si concretizza nella collaborazione con le Istituzioni, negare che le imprese che esercitano questa attività rappresentino una risorsa per la città, è irragionevole ed offensivo per tutti lavoratori che occupano questo settore e tutti quelli che, volenti o nolenti, direttamente o indirettamente, da questo settore traggono il sostentamento per loro e per le loro famiglie.
Nella speranza che una parte della stampa possa comprendere anche il nostro punto di vista, ci rendiamo disponibili ad affrontare in modo serio e documentato, come abbiamo sempre fatto, gli aspetti della mobilità turistica ed in particolare della nostra professione.
D’altronde, che l’informazione nazionale sia superficiale e distorta, né è prova la circostanza che mentre in Italia i bus turistici sono considerati “bisonti” inutili, in Europa  l’attività di noleggio bus è considerata risorsa fondamentale.
Quanto alla prassi comunitaria infatti, secondo la sentenza 22 dicembre 2009 n. 338/2009, punto 50, “l’esercizio di linee d’autobus… è idoneo a rispondere ad un obiettivo di interesse generale, quale la promozione del turismo, la politica di sicurezza stradale mediante la canalizzazione del traffico a fini turistici su itinerari prestabiliti o ancora la tutela dell’ambiente grazie all’offerta di una modalità di trasporto collettivo quale alternativa a mezzi di trasporto individuali”.
Escludere o limitare enormemente i bus turistici dalla circolazione delle aree turistiche non fa che premiare, paradossalmente, il trasporto individuale rispetto al trasporto collettivo e ciò in totale contrasto con la richiamata ratio di limitare l’inquinamento o il traffico.

Andrea Genovese, Segretario Generale Emet bus