Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi

Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi

Il Pd si spacca, il centrodestra si interroga sull’immediato futuro. L’estate doveva consolidare le coalizioni ma apre la resa dei conti

Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi
Immagine creata con IA

Agosto, alleato mio non ti conosco. Il mese più torrido dell’anno sembra in grado di sciogliere le possibili alleanze non solo all’interno del Campo Largo ma anche di surriscaldare l’asse che regge la coalizione di maggioranza. Polemiche da lasciar raffreddare, anche nel centrodestra: a settembre i nodi potranno essere sciolti prima di venire al pettine senza generare strappi

Conte e Schlein due anime difficili da tenere insieme

Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi
Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi
Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi
Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi

L’analisi si basa su un concetto semplice:  non essendoci più grandi travasi di voti tra i due schieramenti, la partita si gioca tutta all’interno delle rispettive coalizioni. E così ogni leader prova a cannibalizzare il consenso del vicino di casa. In questo senso, dentro al Campo Largo Giuseppe Conte vuole segnare una linea di discontinuità totale sulla politica estera, vero punto divisivo. Nel Partito Democratico cresce il malumore dell’ala riformista, che considera le posizioni del Movimento 5 Stelle un assist politico al Cremlino, mentre dall’altra parte i pacifisti accusano i dem di essere ormai troppo vicini alle posizioni della Nato. Con queste premesse Il presidente del Movimento 5 Stelle e la segretaria del PD rappresentano due anime difficile da tenere insieme.

Nodo primarie: la possibilità di un terzo nome fra Manfredi e Silvia Salis

Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi

Il nodo è nelle primarie. Il presidente pentastellato ha alle spalle un curriculum e un elettorato medio trasversale. Ha attraversato, passando da carneade a premier diverse stagioni politiche creandosi un’immagine tranquillizzante. Elly Schlein è più inesperta, ma il suo percorso di crescita si costruisce barcamenandosi fra le varie correnti del PD. Guida il partito che ha il maggior numero di voti, dunque a rigor di logica dovrebbe essere lei, come accaduto al centrodestra, candidata a capo del governo e Conte destinato a un Ministero di peso. Tuttavia non si può dare per scontato che non ci possano essere terze vie. Una operazione che vede muoversi più o meno nell’ombra Ilaria Salis, che rischia di essere più immagine che sostanza, o Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, più strutturato.

Centrodestra, fra preferenze e incognita Vannacci

Chiuso per ferie: la destra scioglie nodi, il campo largo cuce strappi

Anche il centrodestra vive giorni caldissimi. Le tensioni tra Forza Italia e Fratelli d’Italia continuano ad aumentare, complici le idee abbastanza divergenti (eufemismo) sulla legge elettorale. La Lega è sempre più determinata a differenziarsi: sul dossier Ucraina Salvini è più vicino a Conte e Vannacci che alla coalizione di governo. In vista della ripresa parlamentare sul “Melonellum”, i rapporti tra gli alleati appaiono tutt’altro che distesi. Sullo sfondo resta poi il fattore Roberto Vannacci. La sua presenza sempre più ingombrante, politicamente parlando, costringe Fratelli d’Italia a rilanciare continuamente i rispettivi temi identitari per evitare fughe di consenso (sempre più crescente) verso il generale, alimentando una competizione interna destinata a intensificarsi con l’avvicinarsi delle urne.