Altro che buche, doppie file e motorini che spuntano da ogni lato: per gli aspiranti automobilisti romani il vero percorso a ostacoli comincia prima ancora di mettere le mani sul volante. Nei primi otto mesi del 2026 il 45,6% dei candidati è stato respinto all’esame di teoria.
A Roma prendere la patente sembra ormai una prova di sopravvivenza urbana. Secondo i dati della Motorizzazione Civile diffusi dal Ministero dei Trasporti, tra gennaio e agosto sono stati sostenuti 50.885 esami teorici: 27.669 promossi e ben 23.216 bocciati. Praticamente uno su due. A questi si aggiungono 8.290 candidati che all’appuntamento non si sono nemmeno presentati: forse un imprevisto, forse il dubbio tardivo che la precedenza a destra non sia proprio un’opinione.
Il quiz fa più paura del volante
La percentuale di respinti continua a salire. Nel 2018 era al 43,4%, nel 2022 al 43,9%, dopo la riforma che ha ridotto le domande da 40 a 30 e il tempo disponibile da mezz’ora a venti minuti. Ora siamo al 45,6%.
E sbagliare costa. Per la teoria sono concessi due tentativi nell’arco di sei mesi: chi li brucia entrambi deve ricominciare la pratica. Circa 60 euro per i privatisti, mentre attraverso un’autoscuola il nuovo giro può costare tra 100 e 250 euro.
Quando si guida, invece, Roma migliora
Curiosamente, una volta superato il muro dei quiz, le cose vanno decisamente meglio. Su 38.371 candidati effettivamente presenti alla prova pratica, 32.636 sono stati promossi e 5.735 respinti: appena il 14,9%.
Intanto cambiano anche le regole: le ore obbligatorie con istruttore saliranno da sei a otto e l’Europa chiede test più attenti a cellulare, angoli ciechi, pedoni e ciclisti.


