Passano l’estate o il week end, saggiamente lungo, in riva al lago. A Trevignano si vive ancora bene, senza la grandeur delle località importanti e amene e con una qualità della vita che non ha eguali. Ci perdoni il lettore se nell’articolo le citazioni potranno apparire come pubblicità palese, ma quel fazzoletto di terra che incornicia il lago di Bracciano è il vero luogo cult dell’estate.
A parte i colori, il tramonto e lo spettacolo naturale che forniscono acqua e boschi, ma Trevignano è il luogo della vacanza a basso prezzo, senza rinunciare a nulla e con un pezzo di Anni ’60 che sembra ricreato da una macchina del tempo.
Quelli che a Trevignano si divertono, ogni giovedì o venerdì sera (dipende da una serie di fattori sconosciuti al cronista) hanno fatto la fila in una specie di trattoria dove si mangia, si canta e si balla. C’è pure la macchina del fumo che alza una nube che dura due secondi e poi sbuffa. Il posto si chiama Casina Bianca, ha almeno duecento posti a sedere; si mangia più o meno quello che l’oste vuole, si paga intorno ai 20/25 euro a cranio, vino della casa compreso e, quando meno te l’aspetti, si trasforma in una sorta di circo metà discoteca, metà balera.
Solo che per mangiare e ballare (ah, sono debolissimi sugli amari) c’è la fila. Primo e secondo volano così come le note della musica caciarona che tiene fermi pure i bambini attirati da tre luci full color che circondano la pista. Si parte con l’italian sound del tempo che fu, poi un po’ di disco. Due tre brani soft, quanto basta per spedire una portata nello stomaco e poi scoppia la guerra. Si aprono i tavoli e si balla. Non manca l’alli galli ma dura poco, Donne e uomini in prima fila, poi i bambini. Gli anziani stanno a guardare seduti e sorridono.
La caciarata di Trevignano l’ha inventata un oste saggio che ha scoperto di avere come vicino di casa uno storico dj romano, uno di quelli che ha fatto muovere per decenni anche i glutei più riottosi e che è sceso sotto casa quasi casualmente, attirato dalla musica. E’ nato così un appuntamento fisso che dal 5 luglio non ha conosciuto sosta. Faber Cucchetti scende da casa, si appropria della consolle e il locale si riempie di vacanzieri e di amici del Faber richiamati dall’invito sul social network. La Casina ci guadagna coi pasti, il Cucchetti impazzisce a far ballare gli amici e Trevignano scopre che la movida in tempo di crisi è un piatto di pasta, un po’ di musica, il lago pulito e la simpatia. Prossimo appuntamento col dj in pantofole e l’oste sincero è per il 6 settembre. Poi l’oste si riposa un po’ e il vecchio Cucchetti vola a Santo Domingo. C’è da far ballare un’isola intera. Per venti euro è pure troppo.
Fabio Carosi
