Fino al prossimo 21 giugno la Capitale ospiterà incontri, dibattiti, eventi sportivi, spettacoli teatrali e iniziative culturali nell’ambito della settimana italiana dedicata al rifugiato: l’appuntamento odierno nell’ateneo romano sarà dedicato al racconto delle migrazioni tra ricerca accademica, mass media e pratiche di inclusione
Roma si conferma una delle città simbolo della Refugee Week Italia 2026, la settimana internazionale dedicata alle persone rifugiate, richiedenti asilo e migranti che fino al 21 giugno animerà oltre 25 città italiane con più di 70 iniziative. Coordinata da Second Tree e UNHCR, l’edizione di quest’anno ruota attorno al tema del “Coraggio”, scelto per raccontare le sfide affrontate da chi è costretto a lasciare il proprio Paese e il contributo che le persone rifugiate possono offrire alle comunità che le accolgono. Dopo la conferenza nazionale di lancio tenutasi lo scorso 10 giugno presso il Senato della Repubblica, la Capitale si prepara ad ospitare, tra gli altri, un nuovo grande evento previsto per oggi alla Sapienza.
La Sapienza entra nel programma della Refugee Week 2026
Roma è nel pieno della settimana dedicata a rifugiati e migranti. Tra università, associazioni, scuole, realtà culturali e sportive, sono numerosi gli appuntamenti che animeranno la città eterna con l’obiettivo di promuovere una narrazione più inclusiva e partecipata delle migrazioni. Uno di questi, in particolare, avrà luogo oggi, mercoledì 17 giugno, presso la Facoltà di Comunicazione del primo ateneo romano. Nell’Aula B9 della sede di via Salaria si svolgerà infatti una mattinata di studio dal titolo “Le persone rifugiate oltre i confini del discorso: narrazioni, ricerca e pratiche“, promossa dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) insieme a Second Tree.
L’incontro riunirà studiosi, ricercatori e operatori impegnati nel campo delle migrazioni per riflettere sul modo in cui le persone rifugiate vengono raccontate nel dibattito pubblico e dai mass media. Al centro del confronto ci saranno inoltre le ricerche accademiche più recenti, le pratiche di inclusione sviluppate sul territorio e la necessità di costruire narrazioni capaci di superare stereotipi e semplificazioni. Un momento significativo, dunque, perché metterà in dialogo il mondo della ricerca accademica con quello dell’accoglienza e della società civile, offrendo un spazio di approfondimento di rilievo istituzionale.
Gli altri appuntamenti
Sempre in data odierna, il Welcome Center della Stazione Tiburtina ospiterà “Il coraggio di esserci. Raccontare, agire, ricostruire“, iniziativa che prevede panel dedicati al giornalismo nelle aree di crisi, ai percorsi di accoglienza e inclusione e alle esperienze di ricostruzione personale e collettiva. La giornata si concluderà con il concerto del gruppo Yallarabì, in uno degli appuntamenti che meglio rappresentano lo spirito della manifestazione: favorire il dialogo tra cittadini, operatori e persone con background migratori differenti attraverso il confronto diretto e la condivisione di esperienze.
Nei giorni successivi il programma romano continuerà con una serie di eventi sparsi sull’intero territorio cittadino. Il 18 giugno, ad esempio, il Polo Civico Esquilino ospiterà la presentazione del volume “C’è un Paese da cambiare“, accompagnata da un’installazione artistica dedicata ai temi della cittadinanza e dei diritti. Contemporaneamente, la rassegna educativa “Parole in viaggio” farà tappa nelle principali scuole capitoline e Medici Senza Frontiere si farà promotore dell’incontro “Il coraggio di attraversare, il dovere di salvare“, che prevedrà la proiezione di un documentario sulle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo nonché un confronto con operatori e testimoni diretti delle missioni umanitarie. A seguire, il 19 giugno ci sarà spazio per lo sport con “Una partita da raccontare“, iniziativa organizzata da Liberi Nantes e DiMMi – Storie Migranti, che unirà una partita di calcio antirazzista al racconto di storie ed esperienze migratorie, trasformando il campo sportivo in un luogo di incontro e condivisione. Sabato 20 giugno, invece, si celebrerà la Giornata Mondiale del Rifugiato con la passeggiata interculturale Migrantour Roma nel quartiere Esquilino e lo spettacolo di teatro comunitario “A ciascuno il suo Coraggio…“, aperto a persone di tutte le età. A chiudere la settimana, infine, sarà l’iniziativa “Portami con te. Storie e voci dall’Afghanistan all’Italia“, dedicata ai temi della memoria, dell’esilio e della ricostruzione della diaspora afghana attraverso testimonianze, racconti e fotografie.
La Refugee Week prova dunque a riportare al centro le persone e le loro storie in un contesto in cui, spesso, un dibattito costruttivo sulle migrazioni viene puntualmente oscurato da una narrazione fatta di emergenze, casi di cronaca e concezioni stereotipate. Proprio per questo, il tema scelto per l’edizione 2026 assume una connotazione ancor più rilevante, dal momento che non fa riferimento esclusivamente al coraggio di attraversare un confine o di lasciare la propria terra, ma anche (e forse soprattutto) a quello di mettersi in relazione con l’altro, superando i pregiudizi e accorciando le distanze.

