La Federazione Provinciale Usb ha trasmesso oggi una nota al sindaco e all’assessore all’Ambiente di Roma Capitale per denunciare gravi irregolarità nella gestione della raccolta differenziata presso l’impianto Multimateriale di Via Laurentina.
“Abbiamo rilevato – dichiara Maria Teresa Pascucci dell’esecutivo regionale Usb – una situazione gravissima per le ripercussioni sulla salute dei lavoratori e sull’ambiente. Da mesi vengono conferiti nell’impianto rifiuti indifferenziati da parte delle cooperative appaltatrici che integrano il servizio di raccolta differenziata, rifiuti che stazionano all’interno dell’impianto con presenza di percolato nell’area di stoccaggio e nelle zone chiuse in cui operano i lavoratori. Inoltre tale materiale inquinato verrebbe posto sui nastri di cernita del multimateriale e che quindi entrerebbe in contatto con il personale che passa il materiale al vaglio manuale. Vengono così violate sia le norme sulla sicurezza, che il contratto di appalto con le cooperative – continua Pascucci. Abbiamo segnalato senza ricevere risposta tale problema all’Ama e per questo abbiamo oggi ritenuto di dover investire il sindaco e l’assessore, perché non possiamo accettare che le difficoltà dell’avvio della raccolta differenziata nella capitale mettano a repentaglio la salute dei lavoratori e dei cittadini. Mentre scriviamo siamo stati informati che l’AMA ha disposto l’invio di uomini e mezzi per sgombrare dai rifiuti l’impianto, avvalorando la nostra denuncia. Pretenderemo che venga fatta luce sulla vicenda per individuare responsabilità, per il ripristino delle regole, per la tutela dei lavoratori e del territorio”.
Pronta la replica di Ama che ha comunicato in una nota che “presso l’impianto di selezione e valorizzazione del multi-materiale (contenitori in vetro, plastica, alluminio, metalli) di via Laurentina vengono trattati esclusivamente i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, compresi quelli provenienti dalle raccolte differenziate delle cooperative appaltatrici del servizio presso esercizi commerciali.
E’ del tutto infondato, quindi, quanto riportato da una nota di un sindacato di base e, dunque, non esiste alcun rischio di salute per i lavoratori dell’impianto. La qualità dei materiali trattati è, inoltre, elevata. Lo confermano anche le analisi del Conai che hanno recentemente assegnato la prima fascia sia all’alluminio sia alla plastica selezionati nell’impianto, garantendo quindi ad Ama i maggiori corrispettivi possibili”.
