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Roma, le notti delle bombe: ipotesi di una possibile guerra fra bande

Due esplosioni consecutive in un concessionario d’auto. Una in un barber shop chiuso da mesi. lpotesi del rimescolamento dei rapporti all’interno della malavita

Roma, le notti delle bombe: ipotesi di una possibile guerra fra bande
Bomba carta in Via Casilina

Quattro esplosioni in due notti. E due ordigni piazzati davanti allo stesso autosalone nel giro di 24 ore. Roma si sveglia sotto il rumore delle esplosioni e con una domanda che pesa sulle indagini. Gli ultimi attentati si susseguono lungo lo stesso quadrante, con obiettivi diversi ma una modalità d’azione che presenta inquietanti punti di contatto.

Lo scenario degli inquirenti: un regolamento di conti

La sequenza comincia quando un primo ordigno rudimentale esplode davanti all’autosalone di via Casilina, intestato a un uomo di  26 anni, attualmente agli arresti domiciliari, arrestato nel 2024. Un nome noto e ingombrante, il suo. Il padre è stato condannato nel 2015 per traffico di stupefacenti sull’asse Calabria – Roma. Lo scoppio del secondo ordigno, dopo poche ore, accompagnato da una deflagrazione molto più potente, appare più che una semplice coincidenza. Sul tavolo degli investigatori finisce così non soltanto l’ipotesi legate a intimidazione ed estorsione, ma anche uno scenario più pesante: un possibile regolamento di conti maturato negli ambienti dello spaccio di droga. Una tesi che poggia su una serie di episodi violenti che, nelle ultime settimane, hanno trasformato Roma in un territorio ad alta tensione.

Due esplosioni in un’ora: l’idea della pista di una regia unica

Roma, le notti delle bombe: ipotesi di una possibile guerra fra bande
Bomba carta in Via Casilina 953 davanti un autosalone.

A complicare ulteriormente il quadro altri due episodi. Alle 2.20 una nuova segnalazione: l’esplosione di un ordigno avvenuta davanti a un barber shop (chiuso da quasi un anno) a pochi chilometri dall’autosalone e sempre lungo l’asse di Roma Est. Il boato è violento e lascia danni visibili. Quaranta minuti dopo, una nuova esplosione davanti a un forno. Anche in questo caso si tratta di un ordigno rudimentale, con conseguenze meno gravi. Restano pero, tre esplosioni in un’ora, nello stesso quadrante e a poca distanza l’una dall’altra. Quando basta per alzare ulteriormente il livello di attenzione alla ricerca di una risposta che ancora non c’è, ma sulla base di coincidenze temporali e territoriali, spinge a verificare l’eventuale esistenza di una matrice comune.

Le periferie di Roma, da sempre un contesto complicato

Roma, le notti delle bombe: ipotesi di una possibile guerra fra bande

Roma Est che nelle ultime settimane ha già registrato un omicidio a Tor Sapienza, dove un 24enne è stato ucciso da un quarantenne con precedenti per droga. Pochi giorni prima, un agguato a colpi di pistola al Quarticciolo, dove è rimasto ferito un ventenne nordafricano. Tuttavia anche da altre zone dalla Capitale si registrano segnali inquietanti. A Ostia un uomo ha sparato contro il Lazio Store dopo una lite con il proprietario, già coinvolto in passato in un’inchiesta sul traffico internazionale di droga. All’Alberone, nello scorso aprile, bottiglie incendiarie su un’abitazione dove viveva un uomo ai domiciliari. Tasselli e protagonisti diversi, uniti dalla comune denominatore della presenza, diretta o indiretta, di precedenti nel mondo dello spaccio. Ecco perché gli episodi possono spostarsi sotto la lente d’ingrandimento della Direzione distrettuale antimafia.