Blindati delle forze dell’ordine, un elicottero in volo a bassa quota e decine di operatori impegnati nelle identificazioni. È iniziato alle 7 di questa mattina il nuovo sgombero dell’immobile di via Cesare Tallone, a Tor Sapienza, da anni al centro delle cronache per occupazioni abusive, spaccio e condizioni di forte degrado abitativo ed igienico.
L’ennesimo capitolo di una struttura ormai fatiscente

Si scrive dunque una ennesima pagina di una vicenda che da anni riguarda lo stabile, ormai fatiscente, che giace in via Tallone, nel cuore del V municipio, zona Tor Sapienza, periferia est della capitale. L’immobile era già stato interessato da attività di sgomberi nel 2019 e nel 2023, ma in entrambi i casi gli occupanti erano sempre tornati nei loro rispettivi rifugi. Prima e dopo gli interventi degli anni passati si sono susseguiti controlli, perquisizioni e operazioni antidroga che hanno portato alla luce dose di stupefacenti già suddivisi in dosi e armi. Una emergenza che da strutturale è diventata costante, tornando al centro dell’attenzione della cronaca della capitale dopo l’incendio divampato nel novembre dello scorso anno e le ripetute denunce legate all’assenza delle condizioni minime di sicurezza e igiene.
Il caso – fentanyl: via Tallone, il supermarket dello spaccio
Nei giorni scorsi l’immobile era tornato sotto i riflettori anche per alcune informazioni relative alla presunta presenza di fentanyl. Gli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine, tuttavia, non hanno evidenziato tracce all’interno dello stabile. Attraverso le indagini, tuttavia, è emerso ciò che si sapeva da anni e ha reso Via Tallone uno delle bombe ad orologeria del quadrante orientale della città: un supermarket dello spaccio, all’interno e nelle immediate vicinanze dell’immobile nonché un rifugio abitativo di (molta) fortuna per diverse persone in evidente stato di fragilità sociale e psicologica. La vera sfida, adesso, è la messa in sicurezza di un immobile che è difficilmente controllabile essendo priva di recinzioni e sistemi di controllo nonché penetrabile da qualsiasi lato del perimetro.
L’ipotesi di demolizione del rudere

Nel frattempo, l’immobile ha cambiato proprietà e chi è subentrato ha manifestato chiaramente la volontà di procedere con la demolizione completa dello stabile. Il presidente del Municipio Roma V, Mauro Caliste spinge per questa soluzione: “Ogni azione deve essere utile a custodire l’immobile in attesa della demolizione, come più volte richiesto durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Sul blitz è intervenuta anche Fratelli d’Italia, che ha definito lo sgombero. Nel comunicato firmato dal deputato e presidente della Federazione romana di FdI Marco Perissa “Lo sgombero di stamattina deve rappresentare l’inizio e non la conclusione del percorso, occorre impedire che l’immobile torni a essere occupato e procedere rapidamente verso la sua definitiva demolizione e la riqualificazione della zona”.


