Una volta nell’avanspettacolo si diceva: “Bambole, non c’è una lira”. Oggi l’allarme che arriva dalla scuola è un altro. “Ragazzi, non c’è un euro”. Le occupazioni devastano le scuole, ma per ripararle i soldi sono finiti. E il rischio è che a pagare il conto siano gli studenti: lezioni a distanza fino alla fine dell’anno scolastico negli istituti che dovessero diventare inagibili. L’allarme arriva da Daniele Parrucci, consigliere delegato all’Edilizia scolastica della Città metropolitana di Roma, dopo i danni registrati in diversi istituti superiori e il caso del Lattanzio.
Scuole occupate e vandalizzate, il conto rischiano di pagarlo gli studenti
È chiaro che la protesta studentesca e la devastazione degli edifici sono due piani diversi. Il problema non riguarda porte rotte, monitor distrutti e ambienti da ripristinare. Il punto è che le risorse già disponibili sono state interamente utilizzate e non esiste più una capacità economica sufficiente per affrontare nuove emergenze. Da qui l’avvertimento: se un edificio non potrà essere utilizzato in sicurezza e mancheranno i fondi per intervenire, la didattica a distanza potrebbe diventare l’unica alternativa. Il caso del Lattanzio riaccende così una questione che va oltre le singole occupazioni: chi paga quando i danni rendono inutilizzabili aule e laboratori? «Se una scuola sarà resa inagibile, fino a fine anno l’unica soluzione sarà ricorrere alla Dad», avverte il delegato. Non si tratta di una chiusura già decisa, ma di uno scenario che potrebbe concretizzarsi qualora i danni compromettessero la sicurezza degli edifici e non fosse possibile finanziare tempestivamente le riparazioni. A subire le conseguenze sarebbero anche gli studenti estranei alle devastazioni, insieme alle famiglie e al personale scolastico.
Parrucci incalza Governo e Regione sui fondi: “Sbloccateli subito”
La polemica assume anche connotati politici: Parrucci chiama in causa le priorità della spesa pubblica: “Basterebbe comprare un aereo militare in meno per risolvere i problemi dell’edilizia scolastica di Roma e provincia”. Messaggio neanche troppo velato alle scelte del governo che, secondo i consigliere delegato all’edilizia scolastica della Città Metropolitana: così, tutto il peso viene scaricato sull’ente di prossimità, che viene lasciato solo. Si aspetta che accada una tragedia per poi dare la colpa? Non c’è più alcuna capacità economica per spese improvvise e inattese. Stiamo invece ancora aspettando che il Governo sblocchi i 3milioni 800mila euro degli 8 complessivi, fermi da un anno per i lavori di messa in sicurezza urgente dei controsoffitti pesanti. E ci aspettiamo che dalla Regione vengano elargiti almeno una parte dei 300 milioni caricati dal 2023 a oggi per le situazioni più critiche. Possibile che in tre anni non ci sia stato modo di discuterne in conferenza Stato-Regioni?”.
I numeri: pnrr esaurito: per 354 scuole restano 20 milioni
I numeri spiegano la preoccupazione della Città metropolitana. I 130 milioni di euro del Pnrr sono stati utilizzati e i relativi lavori risultano conclusi. Anche gli altri 90 milioni stanziati dall’ente sono stati interamente investiti. Per realizzare nuove scuole e recuperare spazi esistenti è stato fatto ricorso all’indebitamento. Nel bilancio di fine dicembre sono previsti 20 milioni di euro per 354 scuole superiori di Roma e provincia: circa 56mila euro di media per istituto, senza che ciò implichi una ripartizione uniforme. Una disponibilità che appare limitata rispetto al costo degli interventi più impegnativi. Sul bilancio pesano non solo i i danni provocati dalle occupazioni. Gli edifici richiedono manutenzioni e lavori strutturali, soprattutto nei plessi più datati. Le nuove emergenze si sommano così a interventi già necessari, mentre i margini finanziari si assottigliano. Con queste premesse anche un danno grave provocato durante un’occupazione può trasformarsi in un problema che dura mesi. E mentre Governo e Regione sono chiamati a intervenire, rischio che alcune scuole non riescano a garantire le lezioni in presenza fino alla fine dell’anno è concreto.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Poi 0,99€/mese


