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Via Tallone, lo sgombero non basta: residenti esasperati, cresce il rischio ronde

Nuovi tentativi di occupazione dell’ecomostro. Il rischio è che si agisca individualmente

Via Tallone, lo sgombero non basta: residenti esasperati, cresce il rischio ronde
Rifugi degli sfollati in Via Tallone a Roma

A meno di 48 ore dal maxi sgombero, il palazzo di via Cesare Tallone, a Tor Sapienza, torna al centro delle tensioni. Tre cittadini stranieri sono stati intercettati all’interno dell’edificio abbandonato, mentre altri nove sono stati rintracciati nelle aree verdi circostanti. Un nuovo tentativo di rioccupazione che conferma le difficoltà nel garantire la sicurezza dell’area dopo l’intervento delle forze dell’ordine.

Il rischio di nuove occupazioni è costante: ecomostro pattugliato h24

Secondo quanto riferito dalla Questura, alcuni occupanti stranieri si sarebbero allontanati dall’edificio alla vista degli agenti, cercando riparo nella boscaglia alle spalle della struttura, con l’intenzione di rientrare successivamente. Il monitoraggio aereo ha consentito di individuare il gruppo. Alla vista delle forze dell’ordine, alcuni dei nove uomini hanno tentato di disperdersi tra la vegetazione e di allontanarsi verso il tratto finale della tangenziale. Gli intercettati sono stati accompagnati all’Ufficio immigrazione della Questura, dove sono in corso gli accertamenti sulla loro posizione sul territorio nazionale. Per alcuni potrebbe essere valutato il trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio. La risposta delle istituzioni punta ora sulla sorveglianza continua. Nell’area è stato predisposto un presidio h24.

Il prefetto Giannini: “Ripristinare legalità e sicurezza”

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Il nuovo intervento si inserisce nel quadro delle attività disposte dopo il maxi sgombero del 29 settembre. Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha ringraziato le forze dell’ordine e gli enti coinvolti, definendo l’intervento un passo avanti nell’azione di ripristino della legalità in un quadrante della Capitale da tempo interessato da occupazioni abusive. “Un percorso che richiede continuità e collaborazione per contrastare le occupazioni abusive, lo spaccio e il degrado”.  Il prossimo passaggio riguarda la proprietà dell’immobile. La Prefettura convocherà la società proprietaria per assicurare l’avvio delle attività di bonifica e messa in sicurezza, oltre a definire il percorso che dovrebbe portare alla demolizione del fabbricato. L’obiettivo è impedire nuove occupazioni e restituire stabilmente l’area al quartiere.

Le reazioni politiche e l’esasperazione dei cittadini

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Il destino dell’ecomostro appare comunque segnato, ma divampano le polemiche politiche. Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, Alessandro Battilocchio. “A fine ottobre messa in sicurezza dell’area, passaggio preliminare alla demolizione”. Il sindaco Roberto Gualtieri: “La proprietà proceda alla demolizione dell’immobile, così da impedire nuove occupazioni”. Marco Perissa, Fratelli d’Italia: “Dopo lo sgombero, le persone allontanate sono nel quartiere, c’è preoccupazione fra i residenti”.  Dal territorio, si vocifera di possibili ronde da parte di cittadini esasperati. Gianluca Garofalo, componente del direttivo del gruppo Tor Sapienza Sicura: “Lo sgombero è una vittoria parziale, la situazione potrà dirsi risolta soltanto con la demolizione dell’edificio. SI invita a evitare iniziative autonome e tensioni. I residenti devono limitarsi a monitorare e segnalare eventuali situazioni di rischio alle autorità”.