I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Fisco e Dintorni
Responsabilità degli enti in caso di reati: il Modello 231 è fondamentale
da sx l'Avv. M. Sances e il Dott. T. De Salve

Per la Cassazione la presenza di un modello 231 all’interno dell’azienda è importante per fa venire meno la presunzione di responsabilità dell’ente in caso di reati commessi dai dipendenti.

 

Con l’entrata in vigore del D.lgs. 231/2001 società, imprese e, più in generale, gli enti possono essere ritenuti responsabili nelle ipotesi in cui commettano uno dei reati c.d. presupposto, specificamente individuati ed elencati dallo stesso decreto (come ad esempio di reati non solo di natura societaria e tributaria ma anche in tema di violazione della sicurezza sul lavoro, reati ambientali e tanti altri). Si tratta di responsabilità penale a tutti gli effetti, nonostante venga definita amministrativa dalla normativa in materia vigente.

Tale tematica che impatta fortemente sulla vita produttiva delle imprese, risulta da tempo oggetto di studio da parte del Centro Studi Giuridici Sances (www.centrostudisances.it ).

Abbiamo dunque chiesto ai professionisti del Centro Studi l’importanza di realizzare un modello 231 adeguato anche alla luce della recente sentenza della Corte di Cassazione n.3731 del 29.01.2020.

 

Sottolinea il direttore scientifico del Centro Studi, l’Avv. Matteo SancesIn caso di commissione di reati individuati dagli artt. 24 e seguenti del D.lgs 231/2001, oltre alla responsabilità dell’esecutore materiale del reato – rappresentante legale, amministratore unico o delegato, amministratore di fatto e qualsivoglia soggetto sottoposto alla loro direzione e vigilanza – verrà accertata anche la responsabilità della società. Quest’ultima risponde della commissione del fatto illecito qualora questo sia stato eseguito a vantaggio o nell’interesse dell’ente. La responsabilità dell’ente è autonoma e concorrente rispetto a quella della persona fisica che materialmente ha commesso il reato. In altre parole, a seguito dell’acquisizione della notizia di reato, il Pubblico Ministero iscriverà nel registro degli indagati non solo la persona che ha commesso il reato, ma anche, in altro apposito registro, la società”.

Interviene sul punto il Dott. Tiziano De Salve che collabora col Centro Studi “Si tratta di una responsabilità penale vera e propria… Infatti, la cognizione e l’accertamento del reato saranno rimesse al giudice penale. Tanto la persona fisica quanto la società dovranno nominare un legale di fiducia che le difenda in giudizio e saranno loro garantite principi, facoltà e regole proprie del processo penale. All’esito del processo penale, nel caso in cui venga accertata e dichiarata la responsabilità dell’ente, il giudice potrà infliggere a quest’ultimo sia sanzioni pecuniarie – da un minimo di 25.822,00 euro, nei casi meno gravi, a un massimo di 1.549.871,00 euro, nei casi più gravi! – che sanzioni interdittive come l’interdizione dall’esercizio dell’attività di imprese, la sospensione o revoca delle autorizzazioni, eccc. Si tratta, dunque, di sanzioni che incidono non poco sulla continuità aziendale”

 

Ma come può la società essere esonerata da responsabilità in caso di reati commessi da un proprio amministratore o dipendente?

 

Continua il Dott. De SalveLa società, nell’interesse o a vantaggio della quale sia stato commesso il reato, che non ha adottato prima della commissione del reato un modello di organizzazione e gestione ex D.lgs. 231/2001 non potrà MAI essere esonerata da responsabilità. In tal caso la colpevolezza dell’ente sarà presunta alla stregua di una presunzione assoluta, ovvero senza alcuna possibile ammissione di prova contraria. La società potrà solo attenuare la propria responsabilità per il fatto di reato commesso attraverso l’adozione in corso di procedimento penale di un modello ex D.lgs. 231/2001 idoneo a prevenire la commissione di reati della stessa specie di quello per cui la società è sottoposta a procedimento. Ma ciò non basta! La società dovrà anche risarcire interamente il danno provocato con il reato e mettere a disposizione il profitto dello stesso affinché venga confiscato. La società, invece, non risponderà in alcun modo del reato commesso da un proprio amministratore o dipendente nel caso in cui l’organo dirigente abbia adottato e efficacemente applicato, prima della commissione del reato, un modello di organizzazione e gestione ex D.lgs. 231/2001 idoneo alla prevenzione del reato della stessa specie di quello commesso. In tal caso, infatti, alla società basterà fornire la prova che il reato è stato commesso dal proprio dipendente o amministratore eludendo il modello ex D.lgs. 231/2001 per essere esonerata da qualsivoglia forma di responsabilità. In tal senso si è ormai orientata anche la giurisprudenza. Diverse sono le sentenze di assoluzione di società o imprese i cui amministratori o dipendenti abbiano commesso uno dei reati previsti dal D.lgs. 231/2001. Il compito di vigilare sull’adozione e il funzionamento del modello di organizzazione e gestione, nonché la formazione dei destinatari dello stesso (amministratori, dirigenti, impiegati ma anche dipendenti e operai) sono affidate a un Organismo di Vigilanza, all’uopo costituito e nominato in seno alla società e composto da professionisti a cui viene precipuamente conferito tale incarico”.

Precisa infine il Dott. De Salve “È indubbio che l’adozione e implementazione di un modello ex D.lgs. 231/2001 comporti per la società un impegno di risorse economiche ma si tratta di costi che non superano certamente le sanzioni pecuniarie cui l’ente potrebbe incorrere nell’ipotesi di commissione di uno dei reati c.d. presupposto. Inoltre, a tali costi andrebbero, poi, sommate le spese processuali e legali inerenti al processo penale, nonché il compenso dovuto al legale di fiducia nominato per la difesa della stessa in giudizio. Tuttavia, altrettanto indubbio è che il costo del modello sarà certamente compensato dal valore aggiunto che lo stesso può conferire alla società in termini di organizzazione e gestione della propria attività di impresa, nonché dalla funzione esimente dello stesso, consistente nell’esclusione del rischio che la società possa essere sanzionata in caso di commissione del reato da parte di un proprio amministratore o dipendente!

 

Ringraziamo il Centro Studi Giuridici Sances per i preziosi chiarimenti.

 

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    #modello231 #responsabilitaaziende #azienda #avvsances
    in evidenza
    Gravidanza e bacio a Rosolino Fede Pellegrini, la verità

    La Divina vuota il sacco

    Gravidanza e bacio a Rosolino
    Fede Pellegrini, la verità

    i più visti
    in vetrina
    E-Distribuzione, il Paradiso Dantesco prende forma sulle cabine elettriche

    E-Distribuzione, il Paradiso Dantesco prende forma sulle cabine elettriche


    casa, immobiliare
    motori
    Volkswagen presenta la nuova Tiguan Allspace

    Volkswagen presenta la nuova Tiguan Allspace


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.