Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
PROGETTI INNOVATIVI PER MASCHERINE, SALUTE, AMBIENTE, MEDIA E TOPONOMASTICA
progetto MIA premiato dalla Commissione europea
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PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

Domanda: ci sono degli studi sulle mascherine in Europa e sulla loro efficacia? Marino Fermi

Risposta:  sì. Si può consultare on line un recente report dell’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control) proprio  su questo argomento (link https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/using-face-masks-community-reducing-covid-19-transmission) in cui vengono evidenziati dati di recenti studi riguardo alla capacità delle mascherine di ridurre la trasmissione per quanto concerne la patologia covid 19.  Inoltre le segnalo anche innovativi studi per crearne sempre di migliori come mascherine. Di recente sono stati premiati dalla Commissione europea  e dalla FAST anche degli studenti che hanno ideato una nuova tipologia di mascherina denominata M.I.A. 21 (Maschera Interfacciale con nanoparticelle e nanofili di Argento per combattere virus e batteri). Simone Giacomini (2003), Elisa Croce (2002), Matteo Carbone (2003) dell’ITI G. Omar di Novara hanno realizzato un prototipo di mascherina filtrante, per limitare la trasmissione del contagio da coronavirus SARS-CoV-2, fatta con più strati sovrapposti di tessuto non tessuto (assemblaggio base), con fibre naturali come il cotone e l’abaca su cui sono depositate nanoparticelle e nanofili di argento AgNPs, AgNWs (prodotte con un processo green). Come metodo, per incorporare le nanoparticelle nelle fibre naturali di cotone e di abaca, Elisa, Matteo e Simone sperimentano sia il trattamento superficiale, sia l’inclusione. L’aggiunta di argento sotto forma di nanoparticelle e di nanofili avviene nello strato intermedio della mascherina allo scopo di ridurre la carica batterica presente. I nanofili servono oltre che per l’azione antibatterica anche per dare resistenza meccanica alle fibre di abaca. Il prototipo di mascherina antibatterica è inoltre integrato con sistemi elettronici di comunicazione wireless (tecnologia N.F.C.) che non richiede alimentazione con batterie. Quando il telefono viene portato vicino alla mascherina, tramite connessione wireless viene avviata una app che fornisce informazioni sullo stato di utilizzo del dispositivo di protezione. Sono stati premiati in occasione del concorso europeo “I giovani e le scienze 2021” della Commissione europea e organizzato dalla Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche e hanno vinto di partecipare a BUCA IMSEF, fiera internazionale di scienza, ingegneria e musica, Buca-Smirne (Turchia), a settembre e di andare a  TISF, fiera scientifica internazionale di Taipei (Taiwan), febbraio 2022, inoltre hanno ottenuto il prestigioso  riconoscimento di AIM-Associazione italiana di metallurgia.

Domanda: mi pare che ci sia molta speculazione mediatica e tanta ignoranza nella gestione delle informazioni via social, non ci sono realtà che si stanno occupando di fare azioni di alfabetizzazione mediatica? Arianna Danderi

Risposta: ci sono diversi progetti europei in tal senso e le segnalo ad esempio l’associazione Med Media Education (https://www.medmediaeduca tion.it/progetti/) che ha realizzato progetti italiani europei e internazionali proprio per fare attività educative e didattiche, finalizzate soprattutto a sviluppare nei giovani una informazione e comprensione critica circa la natura e le categorie dei media, le tecniche da loro impiegate per costruire messaggi e produrre senso, i generi e i linguaggi specifici. La ME indica l’educazione con i media considerati come strumenti da utilizzare nei processi educativi generali; l’educazione ai media, che fa riferimento alla comprensione critica dei media, intesi non solo come strumenti, ma come linguaggio e cultura; educazione per i media, livello rivolto alla formazione dei professionisti.  Lo scopo dell’educazione ai media è non solo di offrire alle nuove generazioni  le chiavi per la comprensione dei media, ma anche di promuovere una migliore qualità dei media e per un apporto costruttivo della loro cultura alla civiltà degli uomini. laboratori di Media Education del MED sono percorsi formativi di attività pratiche e progettazione educativa su ambiti specifici. Tradizionalmente tenuti in presenza durante la Summer School di Media Education o in altri analoghi momenti formativi, trovano quest’anno una rinnovata collocazione sulla piattaforma del MED per la formazione a distanza. I Laboratori forniscono ai professionisti dell’educazione e della comunicazione quegli strumenti operativi per integrare linguaggi e pratiche tipiche dei media digitali negli ambiti educativi sia scolastici che del territorio. Ha ben 25 anni l’associazione MedMediaEducation che realizza corsi di formazione, laboratori anche on line, convegni, partecipa a bandi europei.  Tra i progetti realizzati c’è On Air – European Media Education Project che  rappresenta una risposta concreta all’urgenza educativa di analizzare le pratiche didattiche dei media come questioni di ricerca, riflette sui modelli pedagogici e sugli strumenti didattici utilizzati nel campo della Media Education per le nuove generazioni, definisce nuovi tools per la documentazione e per la valutazione. Il progetto si è proposto di promuovere negli insegnanti dei 6 Stati partner capacità e atteggiamenti utili per cogliere e «sfruttare» le potenzialità dei media elettronici, soprattutto rispetto al fascino che essi esercitano sulle nuove generazioni: attraverso i nuovi media e grazie ai nuovi media, si dovrebbe riuscire a motivare i più giovani a riscoprire e apprezzare l’importanza delle capacità di scrittura e delle capacità critiche necessarie per diventare cittadini consapevoli. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea nel programma Life Long Learning 2008/2010. È stato promosso dal MED e dalla Facoltà di Comunicazione (La Sapienza, Roma, Italia) con la partnership di: INFOREF (Belgio), Zinev Art Technologies (Bulgaria), Pixel (Italia), Easy Technology (Italia), Università di Tecnologia di Kaunas (Lituania), WSinf (Polonia), Agenzia di Monitoraggio ActiveWatch-Media (Romania). Un altro progetto denominato– Energy Bits Video Challenge per due anni nella nella TOP FIVE per il European Sustainable Week Award, è stata una importante campagna internazionale di sensibilizzazione politico-sociale basata su un progetto cross-mediale che ha portato allo sviluppo di 24 documentari, docs web e giochi interattivi per i giovani, con l’obiettivo di stimolare tra i giovani una riflessione critica sull’uso delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, attraverso la produzione video (spot, documentario, fiction, videoclip musicale, animazione, etc…). Mentre un altro progetto internazionale ha sostenuto la campagna mondiale dell’agenzia Onu ILO (International Labour Organization) per contrastare ed eliminare il lavoro minorile. Unitamente alla metodologia SCREAM (Supporting Children’s Rights through Education, the Arts and the Media) il progetto ha consentito l’analisi di dati raccolti attraverso schede di lavoro ed è stato realizzato con MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) in collaborazione con l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

Domanda : in una delle sue rubriche precedenti parlava di toponomastica femminile, io sono sarda ci sono iniziative anche nel mio territorio? Barbara Deidda

Risposta: sì . C’è la sezione sarda della associazione nazionale toponomastica femminile e la referente Agnese Onnis ci ha detto:”Seppure le Amministrazioni pubbliche non siano sempre disponibili e la collaborazione risulti spesso lenta e difficile da percorrere, l’attività di Toponomastica femminile Sardegna ha tracciato in alcune stagioni politiche diverse attività e iniziative con l’intento di modificare la toponomastica del territorio  Ha inaugurato una svolta con alcune giunte comunali già negli anni 2011/2016 al fine di introdurre la toponomastica di genere ad esempio a Cagliari attraverso la proposta di intitolazioni a strade e a luoghi con nuove targhe dedicate a diverse figure di donne di rilievo. Ad esempio l’intitolazione di strade nel quartiere “Villaggio dei Pescatori” dedicate a quattro donne , Joyce Lussu Rosa Luxemburg, Piera Mossa sulla spinta dell’iniziativa della campagna nazionale di Toponomastica femminile “ 8 Marzo. Tre strade Tre donne” ben recepita dalle consigliere della Commissione P.O. del Comune di Cagliari coinvolgendo quindi la Giunta; l'intitolazione a Eva Mameli Calvino con la proposta dell’ Associazione Toponomastica femminile Sardegna all’Università di Cagliari-Dipartimento di Botanica, di attribuire finalmente ad auna docente sarda (la prima laureata in Botanica in Italia) l’intitolazione dell’Aula Magna del Dipartimento di Botanica dell’Università a EVA MAMELI CALVINO, docente universitaria di Botanica e direttrice dell’Orto Botanico, targa inaugurata durante i festeggiamenti dei 150 anni dell’Orto Botanico nel 2016; conferenze e seminari su tematiche relative alla Odonomastica e sulle conquiste delle donne nella battaglia sui diritti civili e della parità e relative Mostre fotografiche. L’Associazione ha network anche europei e si propone di aprire alle città i valori della cultura di genere rivolti alle nuove generazioni, il canale privilegiato è il rapporto con le scuole, anche con i bandi del Concorso annuale su progetti nazionali sulla toponomastica femminile. Attività con le scuole mirate a far conoscere la memoria delle donne che hanno contato nella Storia e nella Cultura, certamente attraverso le intitolazioni ma anche creando il dibattito su diversi temi della società civile. Serve certo un maggiore networking a livello europeo, ma la associazione ha anche tante socie giovani che nel loro sito hanno evidenziato le opportunità anche europee ( https://www.giovani.toponomasticafemminile.com/index.php/it/) .

Domanda: mi interesso di tinture e vedo che l’indaco è molto costoso non ci sono ricerche europee per rendere la sua estrazione e produzione più ecosostenibile? Nicola Sarti

Risposta: le segnalo un progetto che è stato premiato di recente dalla Commissione europea al concorso europeo “I giovani e le scienze” gestito dalla FAST (giovaniescienze2021.fast.mi.it), e inerente  una produzione dell’indaco più ecosostenibile realizzata dagli studenti Sebastiano Danielli (2003), Vanessa Turati (2003), Giulia Vighi (2003) dell’IS E. Fermi di Mantova. Il progetto non vuole creare nulla di nuovo, solo produrre ciò che già si conosce nel modo più ecosostenibile possibile. Giulia, Vanessa e Sebastiano scelgono dei coloranti per tessuti, tanto ignorati quanto tossici ed inquinanti. Utilizzano un colorante naturale, sul mercato costosissimo e per questo motivo decidono di coltivarlo con una delle tecniche più innovative e naturali: l’aeroponica. Grazie ai suoi sostegni verticali per le piante, tale tecnica permette innanzitutto di aumentare la produzione a parità di area di coltivazione e il suo sistema di tubi consente di riciclare fino al 95% dell’acqua impiegata per il nutrimento delle piante. Una volta cresciute, le foglie prelevate vengono macerate e si estraggono le molecole necessarie per produrre il vero e proprio indaco. La reazione avviene con un processo completamente naturale, senza sostanze tossiche dato che si basa sull’uso di ossigeno. Ottenuto il colorante, gli studenti procedono alla tintura che, come tutti i passaggi precedenti, ha la caratteristica di non avere alcun impatto ambientale sostanziale e perciò non reca alcun danno. Questa avviene infatti grazie alla precipitazione del colore direttamente nelle fibre del tessuto che si vuole tingere.  Hanno vinto  di recarsi a EXPORECERCA JOVE, competizione scientifica di Barcellona (Spagna) a marzo 2022.

 

 

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