Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

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Pillole d'Europa
Sinergie europee per una corretta informazione, progetti di ricerca

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: non ci sono gruppi di lavoro europei per migliorare la comunicazione su temi scientifici ? Grazia Savani

Risposta: Sì, ci sono associazioni quali Unione Giornalisti  Italiani Scientifici e l’associazione EUSJA europea dei giornalisti scientifici che sono impegnate costantemente a dare informazioni corrette su temi scientifici. Inoltre con la Direzione Generale Ricerca e la Direzione Generale Connect ci sono realtà quali  l'Osservatorio TuttiMedia   e Media Duemila che si sono attivati già da tempo sui temi dell’innovazione tecnologica e di come i social media stiano modificando le modalità di comunicazione. La Commissione europea ha pubblicato le prime relazioni annuali di autovalutazione presentate da Facebook, Google, Microsoft, Mozilla, Twitter e 7 associazioni europee del settore in conformità del codice di buone pratiche contro la disinformazione on line, che è uno strumento di autoregolamentazione europeo da ottobre 2018,  e costituisce un importante pilastro del piano d'azione europeo contro la disinformazione. Ugis ha presentato all’Ordine del giornalisti una carte deontologica sul tema della informazione scientifica. Occorre potenziare le competenze di rete in Italia in cui solo il 29% della forza lavoro possiede elevate conoscenze digitali, contro una media Ue del 37%. Inoltre troppi pochi giornalisti conoscono bene le lingue e quindi non tutti utilizzano banche dati in lingua inglese o in altre lingue relative a dati scientifici europei multicentrici. Occorrono dei corsi di aggiornamento continuo, utili, realizzati da UGIS con l’Ordine dei Giornalisti, proprio per rafforzare la qualità di lavoro e facilitare la consultazione di fonti internazionali. La lotta alle false notizie è una sfida certo sociale ma in primis professionale ed occorre fortemente difendere la figura del giornalista scientifico. Sui temi scientifici devono poter parlare solo persone con competenza, non è accettabile che su temi scientifici parlino e scrivano sui media  persone che non sappiano il significato del termine virus o del termine tampone ad esempio.  Inoltre è attiva, ma va ampliata, la rete internazionale dei verificatori di fatti  on line che segue un rigido codice etico. 

 

Domanda: la Commissione europea è al fianco dell’Italia in questa emergenza? Rosa Furetto

Risposta: sì. La Commissione europea continua a lavorare su tutti i fronti per contrastare l'epidemia di COVID-19 in corso ed esprime tutta la sua solidarietà all'Italia e a tutti gli Stati membri. Di recente Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha espresso pieno sostegno agli sforzi dell’Italia e ha sottolineato che i risultati della missione in corso del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) saranno importanti per affrontare meglio la situazione.  L’ECDC ha evidenziato l'importanza delle misure adottate dalle autorità italiane per evitare il diffondersi del virus e ha detto che aggiornerà la sua valutazione del rischio in linea con i risultati della missione. La Commissione europea ha pubblicato anche alcuni orientamenti per i viaggiatori provenienti dalle zone a rischio o ivi diretti.  E’ attivo uno scambio di informazioni sulle misure alle frontiere tra le autorità degli Stati membri, vari servizi della Commissione europea, il Segretariato generale del Consiglio e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), che hanno sottolineato che le autorità di frontiera e le autorità sanitarie devono continuare a coordinarsi.

 

Domanda: non ci sono progetti europei che aiutino le aziende a gestire meglio lo stress e le malattie croniche dei dipendenti? MariaLuisa Fusco

Risposta: Sì , per  promuovere il benessere e la salute sui luoghi di lavoro c’è ad esempio il progetto europeo EMPOWER (European platforM to PromOte Wellbeing and HEalth in the woRkplace) che punta a ridurre l’impatto dei problemi di salute mentale sul lavoro, tra cui lo stress e le malattie croniche. Il progetto è finanziato dal Programma dell’Unione Europea per la Ricerca e l’Innovazione Horizon 2020.  EMPOWER è un attività di ricerca e d’innovazione, che segue un modello di implementazione all’avanguardia, che mira allo sviluppo e all’implementazione di una nuova ed economica piattaforma di eHealth per inquadrare in una prospettiva multimodale la salute mentale sul luogo di lavoro.  L’obiettivo di EMPOWER è quello di sviluppare, gestire e valutare una piattaforma di eHealth che abbia un approccio integrato, cultural- e gender-sensitive e multimodale e che comprenda gli interventi più applicabili, brevi e convenienti attualmente disponibili in Europa per muovere la salute ed il benessere e prevenire i più comuni problemi di salute mentale usando una varietà di strategie per ridurre l’impatto negativo che possono avere sul lavoro. “Abbiamo coordinato diversi precedenti progetti italiani ed europei come PATHWAYS e la Joint Action Chrodis plus, sempre collegati a studi sulle malattie croniche e sui loro impatti sul lavoro. Siamo anche leader nello sviluppo di metodologie e strumenti per valutare la cosiddetta lavorabilità, inclusione, partecipazione e impatto delle malattie sul lavoro. “Abbiamo a lungo sviluppato in precedenza due questionari ‘specifici per la malattia’, uno per il mal di testa (HEADWORK) e uno per la sclerosi multipla (MSQWORK) e collaboriamo con medici, ricercatori, associazioni, aziende e pazienti da oltre 25 anni su questi temi ", dice la dott.ssa Matilde Leonardi  dell’Istituto Besta,”La piattaforma del progetto Empower verrà sviluppata grazie al  lavoro congiunto di ricercatori provenienti dalla psicologia, medicina, sociologia, salute pubblica, economia, filosofia, giurisprudenza, tecnologia informatica e dalla collaborazione e partecipazione di gruppi di stakeholders che includono manager, lavoratori, compagnie di assicurazioni, persone affette da un disturbo mentale, associazioni di pazienti e policymaker. Per costruire la piattaforma di eHealth si integreranno le attività innovative dei partner alla ricerca nazionale e internazionale preesistente e ad altre odierne iniziative”. EMPOWER ambisce a ridurre il crescente peso dei problemi di salute mentale sul lavoro e a migliorare la salute mentale nella popolazione europea di lavoratori, anche per un riscontro positivo sulla produttività. I partner del consorzio vengono da Paesi quali Spagna, Italia, Olanda, Polonia, Finlandia, Regno Unito, Svizzera e Australia.

 

Domanda: ci sono degli studi europei sul tema dell’invecchiamento ? Fabrizio Vincenzi

Risposta: sì. Ce ne sono diversi, tra questi Le segnalo ATHLOS (Aging Trajectories of Health: Longitudinal Opportunities and Synergies) che è un progetto quinquennale finanziato dal Programma di ricerca e innovazione di Horizon 2020 dell'Unione Europea Esperti delle aree di demografia, sociologia, medicina clinica, epidemiologia e sanità pubblica, statistiche sulla salute, economia, gestione dei dati e politica sono coinvolti in questa ricerca. ATHLOS ha organizzato  di recente presso il Parlamento europeo un incontro per presentare i risultati dei 5 anni di lavoro e per discutere sugli scenari demografici e le politiche di invecchiamento in buona salute : con il progetto europeo Athlos emergono dati che consentono di proporre una nuova definizione di vecchiaia, che non si basa sulle soglie cronologiche tradizionali, ma si basa sulla salute delle popolazioni e sulla aspettativa di vita individuale. Ciò offre agli Stati, e quindi ai responsabili politici, l'opportunità di definire soglie sanitarie specifiche per paese e di affrontare gli interventi più appropriati volti a migliorare l'invecchiamento sano e attivo. E’ emersa l’importanza del database sviluppato da Athlos fatto unendo i dati di 22 studi e comprendendo oltre 450.000 soggetti su cui si possono fare valutazioni diverse e che giustificano la necessità di politiche di empowerment dei cittadini e l’urgenza di raccordare a livello nazionale ed europeo i programmi di prevenzione dell’invecchiamento attivo. Inoltre i dati di ATHLOS evidenziano che esiste un paradosso della longevità che mostra, ad esempio, una maggiore aspettativa di vita, ma con una salute peggiore, negli Stati dell'Europa meridionale. Il progetto ATHLOS è coordinato dal dott. Josep Maria Haro (PSSJD) e comprende 14 partner provenienti da 11 paesi europei: PSSJD, Spagna; University College London (UCL), Regno Unito (UK); King’s College London (KCL), Regno Unito; Universidad Autónoma de Madrid (UAM), Spagna; Spring Techno, Germania; Internationales Institut Fuer Angewandte Systemanalyse (IIASA), Austria; Karolinska Institutet (KI), Svezia; Schweizer Paraplegiker-Forschung (SPF), Svizzera; Terveyden Ja Hyvinvoinnin Laitos (THL), Finlandia; Fondazione IRCCS Instituto Neurologico Carlo Besta (FINCB), Italia; Uniwersytet Jagiellonski (UJ), Polonia; Università di Southamptom (SOTON), Regno Unito; e Harokopio University (HUA), Grecia. Il consorzio comprende Age Platform Europe AGE, Belgio, una rete europea di circa 150 organizzazioni di e per persone di età pari o superiore a 50 anni.


 
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