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Fifa, Blatter si dimette. "Nel 2016 il mio successore". Inchiodato da una mail

Svolta nello scandalo Fifa. Con una conferenza stampa convocata a sorpresa a Zurigo quattro giorni dopo la sua rielezione e sei giorni dopo gli arresti di sette dirigenti della federazione su richiesta dell'Fbi, il neo-eletto presidente dell'associazione del calcio mondiale Joseph Blatter ha annunciato le sue dimissioni dalla sua carica. Il prossimo congresso si terrà a maggio 2016 e in quell’occasione sarà eletto il suo successore. Il numero uno della Fifa ha giustificato il suo gesto, affermando che in questo modo intende favorire "un profondo rinnovamento".

"Malgrado sia stato appoggiato in queste elezioni, questo appoggio non sembra essere condiviso da tutti nel mondo del calcio", ha ammesso Blatter, "per questo offro la mia rinuncia. Prendo questa decisione per ripulire l'immagine della Fifa. La Fifa, "a fronte di sfide che non si fermano, ha bisogno di un profondo rinnovamento", ha aggiunto. L'uomo che guida la federazione calcistica mondiale dal 1998 ha spiegato che convocherà un congresso straordinario a cui si presenterà dimissionario e nel corso del quale sarà eletto il suo successore. "Non voglio restare, adesso sono libero dai vincoli di un'elezione e sarò in grado di concentrarmi sulle profonde riforme", ha spiegato Blatter. "Per molti anni abbiamo chiesto riforme, ma queste non sono sufficienti".

Il coinvolgimento del suo braccio destro Jerome Valcke, che era al corrente di tutti i movimenti occulti di denaro, ha travolto così il numero uno del calcio mondiale. Secondo le ricostruzioni che fanno riferimento a una mail datata 4 marzo 2008, Valcke era stato informato personalmente dalla Federazione Sudafricana di calcio dei 10 milioni di dollari da girare sul conto controllato dal presidente della Concacaf, la Confederazione nord e centro americana. La comunicazione elettronica dimostra, in maniera inequivocabile, che la Fifa ha mentito ai giornalisti di tutto il mondo. Indirizzata a lui dal presidente della Federcalcio sudafricana Oliphant, la mail recita: "Dear Mr Valcke, a seguito della decisione del governo sudafricano, la South African Football Association richiede che la Fifa trattenga 10 milioni di dollari dal budget previsto per il futuro Comitato organizzatore dei mondiali 2010 e giri quella somma al programma "Diaspora Legacy", riducendo il fondo totale da 423 a 413 milioni di dollari".

Non solo. La mail specifica anche a chi devono finire i soldi. "Il programma è amministrato direttamente dal presidente della Concacaf, che agirà da fiduciario". E chi è il presidente Concacaf in quel momento? Il solito Jack Warner, arrestato mercoledì scorso per aver preso milioni di dollari di tangenti per pilotare tre voti decisivi per l'assegnazione dei mondiali 2010 al Sudafrica, in danno del Marocco. "Yours faithfully, Dr. M. Oliphant", così si chiude la lettera.

Per Valcke, e dunque per Sepp Blatter di cui Valcke è il collaboratore più fidato e stretto, diventa difficile adesso negare l'evidenza. A Zurigo sapevano tutti di quei dieci milioni di dollari di cui il Sudafrica si privava per offrirli alla Concacaf di Warner, che aveva votato a loro favore nel comitato esecutivo della Fifa. "Sostegno alla diaspora africana", era la giustificazione. Ma per gli investigatori dell'Fbi era soltanto il prezzo della corruzione. I tre bonifici sono stati effettuati a partire dal gennaio 2008 dal conto svizzero della Fifa direttamente su quelli della Concacaf in una banca di New York, "nella disponibilità  -  secondo l'accusa  -  di Jack Warner". Tant'è che 1,4 milioni li metterà sul proprio conto personale, altri 750.000 dollari li girerà sul conto alle Cayman di Chuck Blazer, il segretario generale Concacaf che da un paio d'anni, però, sta collaborando con l'Fbi. E che ha aperto agli investigatori americani il vaso di Pandora della Federazione mondiale del calcio. Cosa ancora ne uscirà, lo sapremo presto.


 

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